Polizze fantasma, intascato mezzo milione di provvigioni

PAVIA Sono accusati di avere stipulato «polizze fantasma« ed essersi intascati provvigioni per oltre mezzo milione di euro. Il processo, per truffa e appropriazione indebita, riguarda due agenti assicurativi. Andrea Faccani, di Milano, e Giuseppe Poletti, di Landriano, in qualità di amministratori della società Faccani & Partners, attiva fino al 2006 in un palazzo di piazza della Vittoria a Pavia. Ieri mattina si è tenuta una nuova udienza davanti al giudice Pietro Balduzzi. Sono stati sentiti alcuni testimoni, tra i quali la moglie di Faccani, un funzionario della Ras e un'impiegata dello studio pavese. Faccani è difeso dall'avvocato Mirko Palumbo, mentre Poletti è difeso dall'avvocato Girolamo De rada. Il processo proseguirà questa mattina con l'audizione di altri testimoni, mentre per il 24 giugno è in programma un'udienza per raccogliere la testimonianza dei periti incaricati di ricostruire la vicenda. Faccani e Poletti avrebbero, secondo la contestazione contenuta nel capo di imputazione, predisposto false polizze vita e infortunio per ottenere le provvigioni dalla compagnia, «carpendo le generalità degli intestatari». I contratti (la Guardia di Finanza ne ha esaminati circa 600) sarebbero stati stipulati utilizzando cioè dati anagrafici di persone ignare di essere intestatarie di polizze sulla vita e sugli infortuni a scadenza pluriennale. In questo modo, sempre secondo l'accusa, i due agenti avrebbero percepito provvigioni per 579.647 euro. Una cifra non dovuta, secondo la procura che aveva chiesto il rinvìo a giudizio per i due agenti assicurativi. Alcuni intestatari delle polizze, durante le indagini, avevano cercato di saperne di più e si erano, per questo, rivolti ad avvocati. La procura non avrebbe stilato un elenco delle persone offese. Come soggetto danneggiato compare soltanto la Ras (è rappresentata dall'avvocato Francesco Mucciarelli). (f.m.)