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PAVIA Torre di S. Dalmazio: il ponteggio serve? nDelle torri vanto della città di Pavia, in numero di 100 secondo gli antichi storici o addirittura i 160 secondo il Breventano, ne sopravvivono pochissime. Due stanno in via Luigi Porta, ai lati opposti, a poca distanza l'una dall'altra: le torri Belcredi e San Dalmazio. Il nostro monsignor Angelini diceva in proposito che i passanti provenienti da corso Garibaldi, svoltando in via Porta, vedevano per illusione ottica le due torri affiancate quasi si sfiorassero e si baciassero, con un effetto estetico suggestivo. Da entrambe queste torri alcuni anni fa sono caduti mattoni e calcinacci, sollevando panico, e di conseguenza sono stati eseguiti lavori di consolidamento. Senonchè, mentre la torre Belcredi è stata liberata dai ponteggi, la torre di San Dalmazio ne conserva tuttora uno ingombrante e antiestetico. Il resto della via Porta, in pieno centro storico, è molto gradevole, anche grazie alla ristrutturazione dell'ex Istituto Nascimbene ora adibito in parte a residenza di studenti universitari meritevoli, e in parte, con l'aggiunta dei resti della chiesa della Mostiola, destinato a diventare dimora (fortunato mortale!!) di un noto professionista. A me sta bene tutto, purchè non si tocchi l'adiacente "giardin del re" che deve rimanere di proprietà del Comune, magari adibito a parco pubblico perché, in quell'area "sacra", leggenda vuole che sorgesse la reggia di Teodorico distrutta dai pavesi. Ritornando alla torre di San Dalmazio per cui sto scrivendo, direi che se ancora esiste qualche pericolo di scarsa stabilità occorrerebbe intervenire senza indugio. Se invece la torre è solida non si capisce per quale motivo debba permanere quel ponteggio deturpante e pure oneroso perché la ditta che l'ha realizzato e lo conserva in loco dovrà pure essere pagata. Mi chiedo perché questo ponteggio non viene smantellato. Tilde Caranti SEMIANA Una rassegna jazz che merita di più nC'è una manifestazione che da 6 anni dà lustro a tutta la provincia: si tratta di Semiana Jazz, rassegna musicale che si svolge annualmente in Lomellina. A Semiana, appunto, comunità di neanche 300 anime. 4 concerti in tutto, sempre a fine settimana. Alta la professionalità dei musicisti. Venerdì 24 maggio molte persone hanno partecipato al primo concerto in programma malgrado il freddo e la pioggia. La rassegna da tre anni è ospitata nel bel Parco comunale in mezzo al verde. Un palco coperto, tavolini e sedie con la possibilità di consumazione. In caso di pioggia una tensostruttura posta a lato del palco permette di assistere comodamente ai concerti. Bene! Se ci fossero degli amministratori pubblici e delle comunità limitrofe lungimiranti questa rassegna potrebbe diventare itinerante, considerando che le piazze dei paesi vicini sono ottime locazioni anche per concerti. Semiana Jazz potrebbe veicolare molte persone da un luogo all'altro, far conoscere sempre di più il territorio. Sono molte le persone che amano il jazz. C'è una domanda incredibile di bellezza, di qualità delle proposte. Semiana Jazz, giustamente e meritatamente, dovrebbe essere presente nella cartellonistica stradale dove c'è grande viabilità. Da gennaio a dicembre. A questo proposito la Provincia di Pavia in quanto istituzione pubblica dov'è? La Regione Lombardia che di questa rassegna dovrebbe farsi un vanto dov'è? Preferiscono le sagre, e vabbè, ma queste non bastano, fortunatamente. Beppe Pasciutti belgioioso La raccolta dei rifiuti e un assurdo ritardo nDa alcuni mesi, a Belgioioso, la raccolta rifiuti è un disastro e di conseguenza la città è sporca come non lo è mai stata. I rifiuti rimangono sulle strade per ore, alcune volte per l'intera giornata, vengono raccolti parzialmente; non vengono rispettati i giorni di raccolta differenziata e per le vie non viene più effettuata la spazzatura meccanica e quella manuale. Il fatto è talmente evidente che è stato confermato durante un Consiglio comunale, in risposta a una interpellanza, anche dal nostro sindaco. Con questa spiegazione: il 31 dicembre 2012 è scaduto il contratto con la vecchia società che gestiva il servizio e, in seguito a una nuova gara d'appalto, il servizio sarebbe stato assegnato alla società Broni-Stradella, con inizio 1/1/2013, ma in mancanza di un certificato detta società non può iniziare l'attività. Il servizio viene nel frattempo assicurato dalla vecchia società, la quale può impiegare solo pochi operatori e di conseguenza la raccolta viene effettuata, diciamo così, parzialemente. Noi cittadini, però, il servizio lo paghiamo per intero. Ora, il certificato mancante, come ci viene spiegato, è di competenza della prefettura e sembra strano che dopo 5 mesi non sia ancora stato riscattato. E' troppo chiedere chiarimenti in merito e le motivazione di questo assurdo ritardo? Giuseppe Fraschini gambolò Mai fornito quel farmaco nScrivo a proposito dell'articolo comparso il 18 aprile 2013 a pag. 37 "Soppressi 35 molossi, patteggia due mesi". Nella seconda colonna dell'articolo si legge: "Secondo il capo d'imputazione Fanara, in collaborazione con Moranda, Carola Fanara e Giuliano Colli Lanzi (anche nei loro confronti il giudizio è ancora in corso), avrebbe somministrato il farmaco Tanax, fornito dal medico veterinario Colli Lanzi". Ill sottoscritto precisa di non aver fornito il farmaco Tanax e di non averlo iniettato come erroneamente ricostruito. La corretta pratica dell'eutanasia nel cane e nel gatto prevede la necessaria induzione di una anestesia generale con perdita di coscienza ed analgesia profonda. Per questo motivo è assolutamente prescritto l'uso della embutramide (Tanax) quale unico eutanasico. Il Tanax deve essere somministrato per via endovenosa o intracardiaca dopo aver posto l'animale nelle condizioni suddette mediante premedicazione e induzione di anestesia generale. Le dosi necessarie a causare blocco dei muscoli respiratori e secondariamente fibrillazione cardiaca e morte sono riportate sul foglietto allegato e indicativamente corrisponderebbero a 20 ml per una cane di media/grande taglia. Il Tanax è normalmente venduto in confezioni da 50 ml sufficienti a sopprimere ipoteticamente due cani di grande taglia. Il sottoscritto ha acquistato dall'unico fornitore con esclusiva di vendita (Zootecnica Padana) un totale di cinque flaconi di Tanax da 50 ml tra ottobre 2009 e marzo 2010. Un dogo pesa in media 30/35 kg, un pit-bull 25 kg, in totale quindi gli animali ipoteticamente soppressi avrebbero avuto un peso complessivo di kg 700/750 con conseguente necessario utilizzo di ben 462 ml di Tanax cioè 9 o 10 flaconi. Tali considerazioni sono esaustive per concludere che lo scrivente non possa aver fornito le dosi necessarie. Nel prosieguo del giudizio si avrà modo di dimostrare la assoluta estraneità ai fatti contestati. Si ritiene l'articolo lesivo della dignità personale e professionale dello scrivente, svolgendo il medesimo la propria attività professionale di veterinario in zona. dott. Giuliano Colli Lanzi Nel nostro articolo ci siamo limitati a riportare testualmente il capo di imputazione. Saranno poi i giudici a stabilire se le responsabilità ipotizzate siano o meno fondate. voghera Scelte sbagliate sulla Pezzani nSul progetto della nuova sede di viale Repubblica della Asp Pezzani abbiamo espresso le nostre profonde perplessità. A nostro parere il piano economico-finanziario adottato a suo tempo dal cda non teneva nella giusta considerazione il peso che il mutuo (prima ventennale, ora trentennale) avrebbe esercitato negli anni sulla gestione dell'Azienda. A parte il fatto che rinegoziare il mutuo ha comportato un ulteriore aggravio di interessi, ora si parla di una nuova trattativa per rivedere le condizioni del mutuo stesso tramite un incarico di consulenza, di cui peraltro non è dato a conoscere preventivamente il compenso. Queste difficoltà non fanno che confermare le nostre preoccupazioni che hanno fondamento nell'entità di disavanzo raggiunta, tenuto conto che un piano di rientro era già stato fatto, senza alcun risultato, già nel 2009. Ma quello che riteniamo debba essere maggiormente chiarito è il concetto da noi espresso rispetto al cambio del direttore dell'Azienda avvenuto due anni fa. Quattro componenti del cda, compreso il presidente, non hanno capito, ma molto probabilmente hanno fatto finta di non capire, quanto da noi espresso circa il maggior peso economico (70-80mila euro) che ha determinato il cambio del direttore. Senza entrare nel merito delle capacità delle persone interessate, abbiamo però rilevato che la nuova nomina ha determinato l'esistenza di un personale aggiuntivo, essendo la direttrice uscente una dipendente a tempo indeterminato e quindi rimasta in carico all'organico dell'Asp. In una situazione di costante dissesto finanziario le scelte del cda avrebbero consigliato un comportamento più rispettoso di quanto previsto dall'art. 7 della L.R. 1/2003 che prescrive che le Asp uniformano la propria attività ai principi, tra l'altro, di economicità, rinviando a tempi migliori eventuali ricambi al vertice dell'Azienda tenuto conto che la gestione precedente era stata perfettamente in linea con le indicazioni date dall'organismo politico. Roberto Gallotti, Enzo Garofoli Pd Voghera