La mamma di Fabiana «Anche lui è una vittima»
di Fiammetta Cupellaro wROMA «Fabiana si fidava di quel ragazzo, noi no. Non ci ha ascoltato. Alle ragazze che, come lei, si trovano nella storia sbagliata ci sentiamo di dire "affidatevi alla famiglia, ai vostri genitori". Ascoltateli di più. Purtroppo noi Fabiana non possiamo più salvarla». Sonia è la sorella più grande della sedicenne accoltellata e bruciata ancora viva per gelosia dal suo fidanzatino di 17 anni a Corigliano Calabro. Non usa parole di vendetta verso chi ha ucciso sua sorella e distrutto la sua famiglia, solo un appello alle altre adolescenti che vivono storie brutali, senza uscita. Sono composti e chiusi nel loro dolore i Luzzi. Seguaci dei Testimoni di Geova, ieri hanno accolto nella loro casa l'arcivescovo di Rossano-Cariati. E a monsignor Santo Marciano, la mamma di Fabiana ha avuto la forza di sussurrare parole di pietà verso Davide, il ragazzo che gli ha portato via per sempre la figlia. «Anche lui è una povera vittima – ha detto all'arcivescovo – ma mia figlia ora ha diritto ad avere giustizia». E' un paese sotto choc Corigliano Calabro. Fabiana e Davide li conoscevano tutti. Due ragazzi come tanti, nessuno riesce ancora a dare una spiegazione all'orrore scoppiato il 25 maggio in una strada di campagna a due passi dalle scuole. Ieri, un corteo di studenti partito dall'istituto per ragionieri frequentato da Fabiana ha percorso le vie del paese. Ragazzi e ragazze indossavano al polso un braccialetto rosso, «il colore dell'amore verso la nostra amica» hanno spiegato. E sullo striscione che apriva il corteo hanno scritto: «La violenza è l'ultimo rifugio degli incapaci». Ore di lacrime e commozione per tutto il paese che ha seguito i ragazzi e quando sono passati sotto le finestre della famiglia Luzzi, dal secondo piano si è affacciata la mamma di Fabiana. «Oggi mia figlia avrebbe voluto essere con voi. Aveva voglia di vivere. Tutti le volevano bene, soltanto uno le ha voluto male» ha detto rivolta agli studenti la signora Luzzi. Poi una frase gridata in lacrime alle amiche di Fabiana: «Come era bella mia figlia, ora non posso vederla. Devo solo ricordarla attraverso di voi». E mentre Corigliano Calabro si stringe intorno alla famiglia, gli investigatori sono impegnati nelle indagini sull'omicidio di Fabiana, coordinate dalla procura dei minori. Ieri dall'autopsia sono emersi particolari terribili sugli ultimi momenti di vita della ragazzina calabrese. Secondo il medico legale, Fabiana è stata colpita da venti coltellate, alcune profonde sono state inferte al torace, all'addome ed alla schiena. Nessuna di queste sarebbe comunque risultata mortale, tanto che per i periti è probabile che la giovane, così come raccontato da Davide ai carabinieri nell'interrogatorio, fosse viva al momento in cui è, stata bruciata. Non solo. Fabiana si è difesa con tutte le poche forze che le rimanevano dal suo assassino. Ha cercato perfino di strappare la tanica di benzina dalle mani di Davide quando ha capito che non poteva far nulla per convincerlo a non ucciderla. E' morta così Fabiana, prigioniera e sanguinante in quel pezzo di campagna vicino casa. La sua salma ieri è stata riportata a casa, oggi i funerali. ©RIPRODUZIONE RISERVATA