"No alle unioni gay"

PARIGI Tre francesi su quattro dicono basta alle manifestazioni contro la legge sulle nozze e le adozioni gay, ora che la legge è stata promulgata. Da ieri sera lo dice anche Frigide Barjot, l'ex simbolo degli oppositori della Manif pour Tous, che per l'ultima volta ieri ha portato in piazza la sua «marea umana». Erano tanti i francesi per quest'ultimo appuntamento, più vicini al milione dichiarato dagli organizzatori della manifestazione che ai 150.000 della polizia. Meno di quelli del 24 marzo (300.000 contro 1,4 milioni), ma più del 21 aprile (45.000 contro 270.000). Tre cortei ieri sono partiti da punti diversi di Parigi, che si sono poi ritrovati sulla grande spianata des Invalides, più alcune centinaia di Civitas, l'organizzazione dei cattolici più integralisti che sfilava da sola. Lo schieramento di polizia ha letteralmente blindato la città, con 4.500 agenti antisommosa che hanno evitato incidenti per tutto il pomeriggio, fermando ben 96 persone, oltre alle diverse decine dell'improvvisato happening anti-gay di domenica serasugli Champs-Elysees. In serata invece, proprio quando tutto sembrava finito e i dimostranti tornavano a casa o ai pullman, alcuni giovani hanno lanciato sassi contro la polizia, che ha risposto con lacrimogeni. I contestatori hanno scandito slogan contro «i giornalisti collaborazionisti» e contro la «dittatura socialista». Per tutto il giorno invece, l'unica battaglia era stata quella sulle cifre. «Quando si vede la spianata degli Invalides piena come un uovo - ha detto Jean-Francois Copè, presidente dell'Ump, opposizione di destra - come avevamo visto Champ de Mars a gennaio, l'avenue de la Grande Armeè a marzo, Manuel Valls può tirare fuori tutte le cifre che vuole, la realtà è che c'è stata una mobilitazione popolare fortissima». La scommessa del collettivo anti-nozze gay è stata indubbiamente vinta, anche se la Barjot, che non ha voluto nemmeno partecipare sentendosi «minacciata» e di fatto scavalcata dai più oltranzisti, ha dichiarato da Lione che «la Manif pour Tous ha fatto il suo tempo». «Il ritiro della legge non è più possibile - ha detto la "pasionaria" bionda già simbolo degli irriducibili - è finito il tempo delle manifestazioni, ed è meglio così, stava degenerando». Ma la Barjot non c'era. Il suo posto di leader sul palco è stato preso da Ludovine de la Rochere, presidente della Manif pour tous, che è sembrata di tutt'altro parere rispetto alla Barjot: «Vi annuncio - ha proclamato festante - anche a coloro che credono ancora che abbandoneremo, che continueremo la lotta ovunque in Francia».