Bologna, oggi il referendum sui fondi alla scuola privata
Almeno la pioggia non si è schierata. Dopo aver rovinato la festa in piazza dei referendari, ha costretto al rinvio anche il fronte opposto. Poco male, perchè quello che a Bologna c'era da dire sul voto consultivo riguardo ai fondi alle scuole private dell'infanzia, è già stato scandito e ripetuto in mille salse. Ora tocca alla città esprimersi. I 199 seggi allestiti dal Comune apriranno oggi dalle 8 alle 22. Insieme al risultato (non c'è quorum), anche il dato dell'affluenza sarà decisivo nell'analisi di un voto che, comunque, ha già raggiunto l'obiettivo di diventare occasione nazionale di dibattito specie nel centrosinistra. I cittadini bolognesi sono chiamati ad esprimersi sulla convenzione che, dal 1994, destina ogni anno poco più di un milione di euro di soldi pubblici a 27 scuole paritarie private dell'infanzia, di cui 25 cattoliche, per un totale di circa 1.700 posti. Un tema che ha spaccato la maggioranza. Da un lato, con il comitato "Articolo 33" composto da 15 associazioni e presieduto da Stefano Rodotà, si è schierata l'ala sinistra, a partire da Sel. Un fronte vasto, che ha raccolto il M5S, la Flc-Cgil, la Fiom, i sindacati di base, i collettivi di studenti e persino Casapound. Il Pd, invece, ha continuato a difendere le scelte dell' amministrazione. In difesa della convenzione si è espresso anche Romano Prodi (nella foto), che però potrebbe non tornare in tempo per votare dalla sua missione in Etiopia.