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SLOT / 1 Il senso della lotta alla ludopatia nLeggo sulla Provincia Pavese di venerdì 24 che Assotrattenimento e Sgi avrebbero presentato un esposto alla procura di Pavia contro gli organizzatori della manifestazione antislot dello scorso 18 maggio, a causa di un volantino a loro dire troppo "antagonista ed anticapitalista" che, a causa di un certamente incauto accostamento lessicale, poteva dar adito a interpretazioni che andavano oltre le intenzioni degli estensori. Mi spiace però che di quella manifestazione venga ora riportato solo questo particolare, che non può far passare in secondo piano la straordinaria adesione di associazioni nazionali e locali, quali il gruppo Abele, Libera, Cnca, Azzardo e nuove dipendenze, Avviso pubblico, la stessa Provincia e il Comune di Pavia con il presidente Bosone e il sindaco Cattaneo, e tante altre associazoni impegnate a livello locale in tutta Italia. La rilevanza mediatica data all'evento è proprio dovuta a questo, alle tante associazioni partecipanti da anni impegnate nel campo delle dipendenze, delle normative e della lotta alle mafie, che siedono ai tavoli legislativi regionali e nazionali per stilare leggi di regolamentazione del settore che, ricordiamolo, può agire in base a deroghe applicate alla legge vigente sul gioco d'azzardo. E che hanno dato un contributo importante alla discussione pomeridiana, portando proposte per la cura delle ludodipendenze. Ecco, è questo che noi chiediamo in prima istanza: una legge che regoli il gioco d'azzardo, che inserisca la dipendenza dal gioco patologico nei Lea, che aumenti la tassazione per vincolare una parte dei tributi alla cura delle ludopatie, che aumentino i controlli su sale e bar per impedire che, a fronte e a danno dei tanti operatori onesti, possano esserci infiltrazioni di criminalità organizzate, come dimostrato dalle molte sentenze della magistratura e dal rapporto dell'antimafia. Maggiori poteri ai sindaci, che abbiano voce in capitolo su nuove aperture. Il gioco d'azzardo, se già non lo è, sta diventando un problema sociale e va rivisto profondamente. Massimo Dagrada slot / 2 Un futuro che si svende per trenta denari nIl gioco d'azzardo è una piaga sociale subdola e preoccupante. Dal 2000 a oggi ha coinvolto oltre 35 milioni di italiani sedotti dalla offerta smisurata di una autentica "industria" che macina oltre 80 miliardi di euro, di cui, nel 2011, 10 sono entrati nelle casse dello Stato. Sinistra Ecologia Libertà ha aderito sabato scorso, 18 maggio, alla manifestazione pavese del Movimento No Slots. Uno Stato democratico non può utilizzare il criterio cinico del profitto per affrontare questa materia che ha un costo sociale altissimo. Ecco alcuni dati: 800.000 persone hanno sviluppato una dipendenza patologica; quasi 2 milioni sono valutate a rischio; il potere di acquisto viene ridotto del 5%, in modo tale da incidere sui consumi e alimentare la crisi; attorno alla "industria" del gioco d'azzardo ruota una percentuale importante di illegalità legata alla mafia e un'altra percentuale non quantificabile di evasione fiscale; la ludopatia accentua il rischio di perdere il posto di lavoro e ingenera situazioni di incapienza e indigenza. Solo quantificando questi costi possiamo realmente comprendere la drammatica dimensione del fenomeno, di fronte al quale non si può rimanere indifferenti. Qui non è in ballo la visione demagogica della lotta di classe, ma la molto più concreta visone di un ipoteca sul futuro che faremo pagare alle generazioni che verranno, futuro che stiamo ancora una volta svendendo per 30 danari. La regolamentazione dell'azzardo deve avere la capacità di contenere e prevenire la drammatica prospettiva che abbiamo di fronte. Chi deve, ne senta fino in fondo la responsabilità. Non si può più aspettare. Elena Zotti coordinamento Sel provinciale TORRE D'ISOLA Carpana, i problemi non solo solo nostri nLa lettera del 22 maggio "Sindaco burocrate servizi fantasma" e la sterile polemica innescata dalla sig.ra Marisa Mondani, residente in località Carpana, meritano considerazioni e precisazioni. Fra le prime occorre ricordare che in uno stato di diritto non si possono eludere le norme sovraordinate che regolano l'attività amministrativa di un ente cui si deve fare sistematico riferimento; pertanto gli oneri "sbandierati" dalla signora non sono utilizzabili come lei pensa per spese di urbanizzazione primaria, già assolte in convenzione. Il fatto poi che Asm, Anas e la ditta Viletti srl, gestore del servizio idrico, con i loro rapporti indipendenti dall'Amministrazione comunale riescono a bisticciarsi non è una novità. A tutt'oggi mentre l'Anas e l'Asm hanno trovato il modo di avviare i loro impegni sulla posa della rete gas-metano e l'esecuzione della rotonda sulla Ss526, la ditta Viletti srl, che gestisce l'acquedotto, persevera un comportamento a dir poco discutibile con la cittadinanza e con l'Amministrazione comunale al punto che quest'ultima, già da tempo, si è rivolta all'autorità giudiziaria. Per chi non conosce le modalità amministrative è facile mescolare parziali verità (non certo volute dal Comune) con situazioni personali non desiderate. Per parte nostra ci stiamo preoccupando di risolvere i i problemi dellocalità Carpana e siamo pronti a sostenere nel limite delle nostre possibilità tutti i cittadini, nessuna esclusa. Michele Trombetta sindaco di Torre d'Isola