L'Inter cambia volto con Mazzarri
MILANO È ufficiale: Walter Mazzarri è il nuovo allenatore dell'Inter. Per lui un contratto biennale. Esonerato Andrea Stramaccioni. Moratti rivendica la paternità della scelta e si dice dispiaciuto per quello che è stato il suo pupillo. «La prossima stagione - dice il presidente - sarà difficile e abbiamo bisogno di un tecnico dell'esperienza di Mazzarri. Stramaccioni ha talento e diventerà uno dei migliori allenatori italiani ma è stato particolarmente sfortunato e per lui sarebbe meglio trovarsi in una situazione più facile. Quella di Mazzarri - aggiunge - è una scelta fatta con attenzione. Parleremo con il tecnico della campagna acquisti e le speranze saranno a livello della squadra. Quest'anno non siamo partiti male, abbiamo costruito una squadra per vincere, ma ci sono state tante "catastrofi" che ci hanno messo in condizione di fare meno bene». Un finale non indolore per Stramaccioni. Con una telefonata, l'Inter ha detto addio a Stramaccioni e ha chiuso il rapporto con un giovane e promettente tecnico, forse troppo ingenuo per un ambiente più grande di lui. Stramaccioni era certo di una riconferma, Moratti glielo aveva garantito ma le cose sono precipitate fino al divorzio finale. Lui, amareggiato e triste, è rimasto a Roma a smaltire la delusione: l'ex allenatore si era detto pronto a ringraziare l'Inter in ogni caso. Si vedrà. Per ora, questa vicenda sembra fatta di promesse infrante dal retrogusto amaro. Il nuovo capitolo della storia nerazzurra sarà scritto da Walter Mazzarri, l'uomo giusto al posto giusto: esperienza, preparazione, autorevolezza sono le qualità dell'ex allenatore del Napoli, pronto ad affrontare la nuova sfida, quella di riportare l'Inter in vetta alla classifica dopo l'umiliazione del nono posto. L'ultima pesante sconfitta contro l'Udinese resta uno dei momenti più bui del glorioso cammino nerazzurro. Una debacle che ha spinto Moratti ad avviare una lunga riflessione. Tocca all'ex Livorno ripartire: lui dovrà guarire una squadra ammalata, sfoltire una rosa troppo numerosa per un gruppo che deve disputare solo il campionato, individuare strategie tattiche coerenti e stabili, dire addio ai malconci superstiti del triplete.