Gambolò, finta vendita del locale

di Anna Mangiarotti wGAMBOLO' Con vari ruoli, sfruttavano e favorivano l'attività di prostitute in due night, il Nikita a Remondò di Gambolò e l'Eden di Lomello (i fatti risalgono al 2011, quindi le gestioni attuali sono estranee ai fatti). E' l'accusa principale, per quattro dei cinque imputati di un processo iniziato ieri in tribunale a Vigevano: Gianfranco Margara, 56 anni, di Cilavegna, Alessandro Fontana, 49 anni, di Cameri (Novara), Valentino Cabrino, 64 anni, di Zeme e la moglie di quest'ultimo Maria Celentano, 53 anni. A due imputati, Margara e Cabrino, viene contestata anche la circonvenzione di incapace: avrebbero indotto un uomo non più nel pieno possesso delle sue capacità, a causa di un grave trauma cranico, a firmare assegni per 65mila euro per l'acquisto mai avvenuto del Nikita. A un quinto imputato, Massimiliano Pomati, 40 anni, di Mortara, vengono contestate le lesioni provocate a una prostituta prendendola a pugni sul viso: la donna ha avuto 30 giorni di prognosi per frattura del setto nasale. Gli imputati erano difesi dagli avvocati Elena Callegari, Massimo Lovati e Paolo Zorzoli Rossi. Ieri mattina era in calendario la prima udienza, che doveva fare da filtro per le questioni preliminari e l'ammissione di prove e testimoni. In aula, anche se non convocata, si è presentata una delle ragazze nigeriane che è parte lesa nel procedimento. Per cui il giudice Stefano Scati ha deciso di ascoltarla comunque come testimone. Secondo il capo di imputazione, lo sfruttamento della prostituzione avveniva all'Eden di Lomello, mettendo a disposizione la camera da letto di Margara o nei privé del locale. Venivamo chiesti ai clienti 100 euro per venti minuti in compagnia di una ragazza. Modalità del tutto simili per lo sfruttamento nel locale di Remondò. Prossima udienza il 13 giugno, per i testimoni dell'accusa.