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IL RICORDO Il sorriso da pescatore di don Andrea Gallo nAll'ombra dell'ultimo sole ci ha lasciati un grande uomo e un grande prete. Un prete di strada con nel cuore il Vangelo, la Costituzione, il sorriso. Sul sito della Provincia Pavese abbiamo messo un breve video che lo ricorda in allegria, quell'allegria che lui sapeva trasmettere a tutti, in particolare a chi era in difficoltà e in sofferenza. Fra le tante cose che si potrebbero citare mi piace rammentare questa, che ci ha raccontato l'ultima volta che l'ho visto, l'autunno scorso, a una festa della Comunità Mulino di Suardi. E' un utile richiamo, in questo periodo, dove la fa da padrone la presunzione di molti di possedere "la verità" e ci scordiamo la bellezza di saper dialogare e insieme, invece, ricercarla. Don Gallo ci ha raccontato che un giorno il vescovo l'ha chiamato per dirgli che oltre che dei poveri avrebbe dovuto occuparsi anche un po' di teologia. Don Andrea risponde: «Ma già lo sto facendo. Ho anche un mio teologo di riferimento!». Quale teologo?, chiede il vescovo. «Vasco Rossi», sentenzia il don. E agli occhi stralunati del vescovo precisa: «Sì, sì. Da quando Vasco mi ha regalato una maglietta con scritto davanti "Dio esiste!" e dietro "Ma non sei tu!"». Grazie don Andrea, continua a guardarci con il tuo sguardo da bambino e il tuo bel sorriso da pescatore. Ciao. Mimmo Damiani PAVIA / 1 Scoprire che aumenta l'addizionale Irpef nScaricando dal sito Inps il cedolino della pensione di maggio (l'Ente non lo invia più, al pari del Cud, per "risparmio carta") noto che il Comune di Pavia aumenta l'addizionale Irpef del 50% e l'acconto del 40%. In quanto a tasse locali Pavia - bisogna ammetterlo - non è seconda a nessuno. Anche Ici e poi Imu e tassa rifiuti solidi urbani sono sempre state salate, senza contare che posteggiare in centro costa più che a Cortina. Addizionali e blocco dell'indicizzazione finiscono per assottigliare le pensioni. E' vero che c'è chi sta peggio, è vero che tutti si deve contribuire. Ma come cittadino vorrei vedere qualche risultato. La sicurezza pubblica resta al top dei problemi percepiti: furti, rapine, scippi, violenze. E basta girare in periferia per rendersi conto del degrado che fa di Pavia una città sporca e poco curata.Oppure sostare nelle aree commerciali per osservare le frequentazioni stanziali di chi disturba o insidia i clienti, cerca di aprire le auto per rubare, borseggia, insudicia il contesto. Per non parlare di altri passatempi praticati nei paraggi. Eppure la cronaca politica cittadina degli ultimi mesi si è focalizzata sul rimpasto di giunta, lo scambio di poltrone, le nomine nelle municipalizzate. Chiederei sommessamente alla politica pavese quanto costa alla collettività questa burocrazia e se, ad esempio, l'Asm e gli altri enti municipali non possano essere gestiti da un solo dirigente anziché da costosi consigli di amministrazione. Pare che nei dintorni ci siano Comuni che non prevedono addizionale locale all'Irpef: se si tratta di casi virtuosi ci sarebbe da imparare. E se proprio l'addizionale comunale la si deve pagare che almeno venga spiegato ai cittadini che uso si fa di questo "prelievo forzoso". Chi ha uno stipendio o una pensione non è "ricco", spesso deve mantenere figli ormai adulti : quei "bamboccioni", "sfigati" e choosy" che fanno parte del 50% dei disoccupati. Anche di questo si dovrebbe tener conto: il primo ammortizzatore sociale è la famiglia. Oberarla di tasse non è una scelta felice. Francesco Provinciali pavia / 2 Ripulire la città non piace alla Rete nNon sono un gran navigatore, alle vie informatiche preferisco le vie del mondo. In questi due giorni ho preso visione di alcune pagine di Facebook per verificare la risonanza della operazione Pavia Clean e ho capito cosa sia il mondo virtuale. Non entro nel merito del linguaggio che non condivido minimamente, ma quello che mi ha colpito sono i contenuti. Acclarato il fatto che si confondono graffiti e scarabocchi e che gli spazi per esprimersi sono stati messi a disposizione, appare evidente la nostra incapacità di rimanere all'interno del tema. Se il problema sono i writers, che senso ha parlare di movida, di spacciatori, di rudo abbandonato dai cittadini che non rispettano gli orari prestabiliti? Abbiamo sempre la convinzione che il problema sia altrove, sia un altro. Scopro poi che inculcare regole nella testa dei bambini è "roba da fascisti" e che rispettare le regole si è "schiavi dello Stato". Siamo al delirio. Ho il timore che buona parte dei navigatori internet visionati non camminano per le strade di pavia. "Pavia Clean" è un passo, piccolo ma chiaro, verso una città più rispettosa della propria arte e della propria storia, in grado di offrire il meglio ai tanti viaggiatori, quelli di internet compresi. Alessandro Aina pavia / 3 Il nostro sostegno agli sfrattati nL'attuale crisi economica, la perdita del lavoro e la conseguente riduzione o mancanza di reddito, rendono impossibile pagare un affitto, aprendo di fatto un'emergenza abitativa che sta assumendo dimensioni drammatiche. Pavia non è esclusa da questo dramma, anzi, sempre più famiglie chiedono aiuto per non trovarsi in mezzo ad una strada. L'immobilismo consapevole delle istituzioni e della politica locale che, rifiutando una soluzione ancorché provvisoria come la proroga degli sfratti per morosità incolpevole, spinge intere famiglie ad azioni eticamente condivisibili ma perseguibili per legge e si rende responsabile di quanto successo a Pavia in merito alle occupazioni messe in atto proprio in questi giorni. Alla sordità della politica istituzionale per meri interessi di bottega e in risposta a promesse di facciata e non mantenute da parte di chi si dovrebbe occupare della faccenda, ricorrere all'occupazione di immobili pubblici vuoti e in buono stato diventa il "fai da te" assolutamente necessario. Per questi motivi Usb Pavia-Asia sostiene l'occupazione in atto nel quartiere Crosione, sostiene le famiglie sfrattate e gli attivisti del movimento per il diritto alla casa, gli unici che in questi mesi hanno continuamente denunciato il problema in maniera pacifica e propositiva senza mai offrire il fianco a provocazioni, e si stanno impegnando per una vera soluzione in risposta all'emergenza abitativa proponendo e mettendo in opera l'autorecupero reale degli appartamenti sfitti. Usb - Pavia vigevano Quel bus per Novara che a volte sparisce nVi scrivo per segnalare un disservizio che ormai si presenta da qualche giorno. Mercoledì della scorsa settimana, martedì e ieri la corsa da Vigevano a Novara delle 13.20 non è stata effettuata, la corriera arrivava ma l'autista in tutte queste occasioni ci ha detto che andava direttamente al deposito e che dopo qualche minuto sarebbe arrivato il mezzo per Novara, cosa che non è mai successa. Potete immaginare il grande disservizio che comporta, per tre giorni ho perso un'ora ad aspettare la corsa successiva. Visto che segnalare la cosa alla Stav sembra non avere alcun effetto, scrivo anche a voi nella speranza che qualcosa si sblocchi. Valentina Crigna andreotti Il principe del dialogo per Moro non trattò nNell'intervista pubblicata su "Avvenire" il 7 maggio scorso, il fondatore di Sant'Egidio, Andrea Riccardi, ricordava che il senatore a vita Giulio Andreotti (mortoil 6 maggio all'età di 94 anni), pur essendo stato anche ministro della Difesa, era convinto che "gli eserciti non dovessero mai confrontarsi". Andreotti era considerato principe del dialogo, convinto che la trattativa fosse sempre possibile. Questa riflessione mi ha rimandato al 1963 quando, con l'amico prof. Giuseppe Vico di Vigevano, partecipai alla settimana cristologica promossa dalla Pro Civitate Christiana, un'associazione di laici fondata da don Giovanni Rossi in Assisi. Quell'anno, tra i relatori, c'erano l'arcivescovo Giovanni Colombo, che Paolo VI (eletto papa il 21 giugno dello stesso anno) nominò suo successore alla cattedra dei santi Ambrogio e Carlo di Milano, e l'on. Giulio Andreotti, di appena 44 anni. Nel suo intervento, Andreotti dichiarò di non condividere che, nella scuola dell'obbligo, l'insegnamento della storia si basasse quasi esclusivamente su eventi bellici, causati spesso da incomprensibili chiusure. Secondo l'illustre relatore, occorreva promuovere una nuova didattica della storia, costruita soprattutto su avvenimenti positivi e ancorata al vissuto, al quotidiano, alla realtà locale, poiché protagonista della storia non sono soltanto le guerre, ma le espressioni religiose e culturali, il lavoro, la solidarietà... Si potrebbe ben dire che rifiutando la "guerra" come base della didattica, Andreotti si manifestava propenso a una politica di mediazione. A questo punto, mi sono sempre chiesto e mi chiedo oggi: perché Andreotti, sempre pronto a dialogare e convinto che bisognasse negoziare con tutti, non lo fece anche nei giorni del sequestro Moro? Il ruolo di Andreotti, nella gestione di quel dramma, fu fortemente controverso. Rifiutò ogni trattativa con i terroristi in nome della ragion di Stato, sposando la linea della fermezza e scatenando durissime critiche contro di lui, soprattutto da parte della famiglia dello statista rapito. Emanuele Gallotti