L'Edimes a Domodossola per chiudere il conto
PAVIA L'Edimes scende in campo stasera a Domodossola (palla a due ore 20.30) contro la Poliopposti nella semifinale di ritorno per la promozione in Divisione Nazionale B. I piemontesi vogliono tornare al PalaRavizza di Pavia domenica per giocarsi la bella e tutta la pressione sarà sulle loro spalle, che in caso di sconfitta lasceranno via libera alla formazione di coach Romano Petitti verso la finale. Il clima sarà infuocato, dentro e fuori dal campo, come il Petisso ha annunciato già al termine della gara di andata. «Me lo aspetto anch'io, ma questo è il clima dei play off – attacca Michele Roselli – è normale che dovremo affrontare una situazione a livello agonistico sopra le righe, Domodossola si gioca una stagione. Lo abbiamo trovato domenica scorsa a Pavia ma anche a Oleggio nel turno precedente e non abbiamo fatto un passo indietro. Sarà una battaglia, ma noi siamo pronti a combattere. Abbiamo giocato tre partite contro di loro, due le abbiamo vinte e una persa ma sempre al massimo di due punti e questa gara sarà uguale alle altre, fra due buone squadre che se la giocheranno fino alla fine con qualche episodio che farà la differenza. Noi cercheremo di chiudere la serie, sbancare il campo di Domodossola e riposare qualche giorno in più. Il tifo sugli spalti ci sta, ho affrontato situazioni peggiori e poi il pubblico non gioca, come ha dimostrato anche Cantù sbancando Sassari ed eliminandolo ai quarti di finale dei play off della serie A». Dal punto di vista tecnico le due formazioni si conoscono a memoria. «E' una squadra che non si accoppia male solo con noi, ma anche con tutte le altre del campionato – spiega il capitano della formazione pavese – dopo cinque minuti di partita, il coach di Domodossola cambia radicalmente e schiera quattro piccoli, al di sotto dei 180 cm, e un solo lungo, Politi. Noi che siamo più grandi e grossi rischiamo di pagare la loro velocità e il loro tiro da tre punti. In queste situazioni dobbiamo adeguarci, così mi è capitato anche di giocare in posto quattro, vicino a canestro, occupando una posizione non mia, dato che sono un esterno, per limitare la loro velocità, mentre sotto canestro Politi fa il suo, tirando tra l'altro così bene i liberi che occorre anche fare attenzione a non fare fallo, altrimenti sono sempre due punti sicuri. E' vero che la soffriamo, ma se abbiamo vinto due volte su tre contro di loro qualcosa vorrà pur dire». Petitti sceglierà all'ultimo i due giocatori della rosa che resteranno fuori a seguire i compagni, coinvolti comunque nel clima della squadra. «Siamo un gruppo unito a prescindere da chi resta fuori – chiude Roselli – dobbiamo assolutamente giocare per vincere ed evitare di giocarci la bella domenica in via Treves, perché una partita secca a noi che siamo più forti non conviene mai. Dobbiamo anche "lasciarci un braccio", come si dice dalle mie parti, pur di chiudere la serie contro una squadra che non muore mai». Maurizio Scorbati