Gabel, chiusura per ora congelata

RIVANAZZANO TERME Congelata, almeno per ora, la chiusura dello stabilimento Gabel di Rivanazzano. L'azienda, che fa capo alla famiglia Moltrasio, ha accettato, infatti, di ridiscutere il piano di ristrutturazione del gruppo industriale tessile, che prevedeva lo stop alle sedi di Rivanazzano e Mornago (Varese) e il ridimensionamento di quella centrale di Rovellasca. La trattativa, dopo l'incontro all'Unione industriali di Gallarate, si sposta a livello locale. Il 17 giugno è in programma il primo confronto per quanto riguarda la situazione di Rivanazzano (57 dipendenti, per il settanta per cento donne). L'obiettivo delle organizzazioni sindacali è quello di convincere la proprietà delle potenzialità della sede oltrepadana, in modo da arrivare a una riformulazione del piano industriale che non effettui tagli in modo più o meno indiscriminato, ma punti piuttosto sulla riorganizzazione e il risparmio di spese e risorse. Per il momento, non è stata accennata l'ipotesi del ricorso agli ammortizzatori sociali, che rimane sullo sfondo. Il gruppo Gabel ha complessivamente 461 dipendenti, suddivisi fra le unità produttive di Rovellasca (Como), Rivanazzano, Buglio (Sondrio), Nova Milanese e Mornago; circa 180 sono gli addetti della rete commerciale, poco meno di cinquanta quelli adibiti all'amministrazione, ai servizi e alla logistica. Le chiusure, dunque, sono congelate, ma non del tutto scongiurate. Dipenderà dall'esito della vertenza sindacale.