Fiat: «Continueremo a pagare in Italia le stesse tasse»
TORINO Fiat Industrial non lascia l'Italia per non pagare le tasse: se la nuova società, che nascerà dalla fusione con Cnh, avrà la domiciliazione fiscale in Gran Bretagna, come il Lingotto ha chiesto, non ci saranno 500 milioni in meno nelle casse dell'erario italiano. «È un'affermazione assolutamente falsa», chiarisce la società torinese commentando articoli di stampa e dichiarazioni di politici e sindacalisti. Le imposte complessivamente pagate nel 2012 da tutto il gruppo ammontano a 564 milioni e di questa cifra solo il 5% (circa 27 milioni) è di competenza delle società che continueranno a operare in Italia e a pagare qui le tasse. L'ipotesi del trasferimento della sede fiscale nel Regno Unito è nel prospetto preliminare per la quotazione a Wall Street della nuova società olandese che nascerà dalla fusione con Cnh, la Fi Cbm Holdings Nv, presentato alla Sec, l'autorità americana di controllo sui mercati. «Bisognerebbe ricordare - sottolinea il Lingotto - che da molti anni Cnh Global Nv ha la sede legale in Olanda. In Italia invece, come negli altri Paesi, hanno sede le società nazionali che svolgono attività in ogni singola nazione e che continueranno a pagare le tasse dove operano». Sbagliato, spiega Fiat Industrial, parlare di 500 milioni perché «questa cifra deriva dal consolidamento delle tasse di ogni singola azienda del Gruppo in conformità con le leggi locali».