S. Giuletta, l'acqua cambia gestione

SANTA GIULETTA Molte persone hanno presenziato all'assemblea pubblica nella palestra delle scuole sul problema della carenza d'acqua potabile. Il sindaco Maurizio Brandolini ha fatto una cronistoria della vicenda, iniziata ai primi giorni di aprile quando l'impiantistica Villetti, che si occupava della gestione dell'acquedotto, ha deciso una razionalizzazione delle risorse idriche. «Ora gestiamo noi l'impianto, che necessitava di una concreta manutenzione, e la situazione è comunque migliorata – ha spiegato il sindaco –. Tuttavia ci siamo già accordati con la Broni -Stradella che si occuperà di gestire la struttura. Sarà realizzata una nuova tubazione che permetterà di portare a Santa Giuletta acqua pubblica e non più proveniente dai pozzi privati della Casteggio Lieviti». Il primo cittadino, affiancato dagli altri amministratori comunali, ha ammesso che nelle scorse settimane l'acqua era arrivata con il contagocce. Il Comune ha presentato anche un esposto in procura nei confronti dei precedenti gestori dell'acquedotto «per non aver mantenuto impegni ed obblighi assunti». I cittadini presenti all'incontro pubblico hanno avanzato diverse domande, ad esempio se gli utenti dovranno pagare di tasca loro il cambio di gestione all'acquedotto. «Non ci sarà alcun costo aggiuntivo, in quanto l'Ato stabilisce una tariffa unica per quanto riguarda l'acqua potabile», ha chiarito il sindaco, mentre il suo vice Maurizio Modena ha aggiunto: «I controlli effettuati all'impianto, una volta che ci sono state restituite le chiavi, ovvero lo scorso 26 aprile, hanno riscontrato come negli ultimi anni non sia stato gestito in modo trascurato». Un residente di località Castello, ha ricordato come nella parte alta del paese i problemi di approvvigionamento idrico siano una costante da troppo tempo, con i cittadini di questa zona costretti a impiegare l'acqua minerale per lavarsi e svolgere altre necessità. «Anni fa avevamo realizzato due nuovi pozzi, e l'impiantistica Villetti si è occupata di costruire un impianto ad osmosi inversa, che però depura un quantitativo idrico insufficiente – ha spiegato Brandolini –. Per questa ragione dobbiamo appoggiarci ai pozzi della Casteggio Lieviti».               Simone Delù