Edile e metalmeccanico persi 1500 posti di lavoro

Il dramma dei lavoratori Brasilia all'attenzione del presidente della Regione, Maroni, dell'assessore alle attività produttive, Melazzini e dei consiglieri paves. La lettera firmata dal segretario territoriale Fiom Cgil, Renzo Scinaldi, sottolinea che da lunedì prossimo i 132 operai e impiegati degli stabilimenti di Retorbido e Pontecurone saranno dei disoccupati, allo scadere della cassa integrazione straordinaria dopo il fallimento del gruppo industriale. «E' inconcepibile che una grande impresa italiana leader mondiale nella produzione di macchine da caffè scompaia tra l'indifferenza totale. Chiediamo quindi l'immediato intervento delle istituzioni». Domani mattina in piazza Italia a Pavia, davanti al palazzo della Provincia, presidio dei lavoratori. La Fiom auspica la partecipazione anche dei 18 cassintegrati di Cae Voghera, nella stessa situazione dei colleghi Brasilia. di Roberto Lodigiani wVOGHERA Negli ultimi sedici mesi, il settore edile e quello metalmeccanico dell'Oltrepo hanno perso, complessivamente, millecinquecento posti di lavoro, su un totale di 3600 addetti. Un dato abnorme, che evidenzia la gravità della crisi e i guasti da essa provocati. Il dramma dei disoccupati, dei cassintegrati, che si intreccia al confronto sulle politiche da mettere in campo per favorire la ripresa del tessuto produttivo locale, è stato al centro dell'attivo dei delegati Cgil, svoltosi al centro Auser di via Famiglia Cignoli a Voghera. «Metalmeccanico ed edile sono i settori più colpiti – spiega Gianluigi Sgorba, neo-segretario della Camera del lavoro cittadina – ma segnali sempre più preoccupanti arrivano anche dall'agroalimentare, con chiusure, basti pensare alla vicenda Carapelli, e licenziamenti». Cosa fare per uscire dal tunnel? «Servono investimenti che rimettano in moto la produzione. Sono tante le strade che si possono seguire per favorire il rilancio del territorio: le nuove tecnologie, il turismo, le nuove produzioni, l'enologia. Il caso Brasilia, in tal senso, è eclatante – insiste Sgorba – L'azienda ha chiuso per una crisi di liquidità, non di mercato. Anzi, Brasilia ha una produzione di eccellenza e bisogna fare di tutto per trattenerla qui con il marchio e gli impianti». Il ruolo delle istituzioni? «Possono favorire processi di sviluppo facendo programmazione». E quello del sindacato? «Una presenza forte, costante, sul territorio, al fianco dei lavoratori, come dimostra l'iniziativa all'Auser, ampiamente partecipata, a cui ne seguiranno altre. Stiamo sviluppando un impegno forte su Broni, in particolare sulle problematiche dell'amianto, con la tutela degli ex lavoratori e dei malati garantita attraverso il patronato Inca. La Cgil, poi, sta per tornare a Varzi, con la riapertura da metà giugno di una sede operativa». «La priorità per la Cgil è il lavoro, non l'Imu o quant'altro – ha sottolineato dal canto suo il segretario provinciale Renato Losio – Questa provincia è profondamente cambiata rispetto a cinque anni fa, il sistema deve tornare ad essere competitivo quando passerà il treno della ripresa. L'Expo 2015 è un'occasione da cogliere, non facciamola scappare». ©RIPRODUZIONE RISERVATA