Case di riposo insufficienti le liste d'attesa scoppiano

VIGEVANO In Lombardia oggi ci sono circa 450mila anziani non autosufficienti, le stime dicono che nel 2050 saranno oltre 590mila perché l'età media sale e aumentano i problemi di salute legati alla vecchiaia. Già ora però le case di riposo fanno registrare il tutto esaurito. E' un problema che anche a Vigevano e nell'alta Lomellina si fa sentire più che altrove perché le liste d'attesa qui sono affollate anche da anziani originari del Milanese, visti i prezzi competitivi offerti dalle strutture locali. Si calcola che un giorno di degenza costi in media 98 euro, 2940 euro al mese: una spesa per pochissime famiglie a meno di non trovare posto in una struttura accreditata. L'Asl, una volta accertati i problemi di salute dell'ospite, paga la quota sanitaria, cioè il lavoro di medici e infermieri, mentre l'ospite paga la quota del servizio alberghiero. Nelle strutture accreditate l'Asl paga circa la metà della quota giornaliera (la percentuale di copertura finanziaria dipende dalle condizioni dell'ospite), il resto è a carico dell'utente e della sua famiglia. In Lombardia ci sono 57.500 posti letto accreditati, che costano al Pirellone 850 milioni di euro all'anno. Molti però un posto in casa di riposo non lo trovano. Da Vigevano a Mortara, da Gambolò a Robbio passando per Cilavegna (dove c'è la più grande struttura socio assistenziale per anziani della provincia) ci sono liste d'attesa piene e pochissimi posti disponibili. Le case di riposo, che siano compartecipate dai Comuni (come il De Rodolfi di Vigevano) o che siano gestite da enti morali autonomi, hanno il numero di posti accreditati bloccato da anni perché la Regione non vuole aumentare le spese per questo servizio. A Vigevano, ad esempio, le richieste sono più dei posti disponibili nelle due case di riposo (271 contro 227). Anche se i bilanci dei Comuni lo permettessero - e non sono questi i tempi - costruire una casa di riposo senza avere la certezza di avere poi l'accreditamento dalla Regione sarebbe un salto nel vuoto. «Anche volendo realizzare una nuova struttura non si potrebbe – spiega il sindaco di Vigevano Andrea Sala –. Si costruirebbe con denaro pubblico una casa di riposo che non si sa poi come potrebbe funzionare senza accreditamento. In lista per i nostri ospizi ci sono anche residenti delle province vicine per la qualità dei servizi offerti e i costi accettabili, anche se i residenti hanno la priorità da regolamento. Sono le politiche statali e regionali che devono cambiare su questa materia per trovare una soluzione». Anche la Regione è conscia del problema: «A lungo termine va ripensato il sistema delle case di riposo che in questi anni sta entrando in crisi», ha sottolineato nel dicembre 2012 l'allora direttore generale della Regione per i settori famiglia e solidarietà sociale Roberto Albonetti. Sandro Barberis