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PAVIA Azzardo, quanti miliardi allo Stato n Dopo aver assistito alla marcia anti-slot mi preme sottolineare la reale problematica riguardante l'effetto nocivo sui giocatori che spesso e volentieri non si fermano nelle giocate. Vale però la pena sottolineare che anche altri giochi d'azzardo quali quelli via internet che coinvolgono molti giocatori con "carte di credito e bancomat" e che non sono certamente inferiori (in quanto a giocate) alle slot presenti negli esercizi pubblici sono altrettanto una piaga sociale. E perchè non parlare dei "Gratta e vinci" acquistati a mazzette soprattutto da 10 e 20 euro, il Superenalotto, il "10 e lotto". Potrei proseguire ma, a questo punto, vale la pena ricordare che l'eventuale eliminazione dei suddetti giochi d'azzardo possono costare allo Stato alcune decine di miliardi di euro. E chi saranno le persone che dovranno far fronte a questi mancati incassi: tutti gli italiani, anche i più poveri che si vedranno depauperare i pochi soldi ancora disponibili tramite tasse, imposte e quant'altro. Roberto Bottiroli PAVIA, polizia locale Lettera aperta al comandante Giurato n Caro Comandante, ho letto il suo intervento sulla Provincia pavese di sabato e consento con la sua conclusione. Quanto alle critiche ricevute, erano da mettere in conto e lei non deve prendersela a male. Posso sbagliarmi, ma ritengo la stragrande maggioranza dei pavesi d'accordo con lei e con l'operazione da lei condotta. Che poi, come fa il lettore Damiani, sia opportuno distinguere, nel piccolo mondo degli imbrattamuri, tra writers e taggers, glielo si può anche concedere, ma a che pro? Dovremmo chiamare qualche critico d'arte moderna per farci indicare quale dei muri pavesi invasi dai primi si debba assolutamente conservare per farne un museo all'aperto, riservando i giusti castighi solo ai secondi? Gli uni e gli altri hanno, comunque, ridotto non solo "le periferie, le aree dismesse, i percorsi del treno" ma gran parte dei muri di Pavia, dello stesso centro cittadino, qualcosa di repellente, che certo non contribuisce ad attirare in città quel flusso turistico sul quale ancora, forse, Pavia può contare per non affondare del tutto nella crisi. Le ragazze simpatiche, estrose, brave a scuola, "di buona famiglia" farebbero bene a usare vernici e spray sui muri di casa loro, se proprio non hanno altro modo di liberare le proprie represse ambizioni artistiche, lasciando perdere i muri altrui. Diversamente, loro e/o le loro famiglie, paghino i danni arrecati ai muri degli altri e della collettività. Giulio Guderzo TORRE D'ISOLA Sindaco burocrate servizi fantasma n Ho letto tempo fa con interesse (sono infatti l'unica abitante della lottizzazione in frazione Carpana che comprende 35 unità abitative facenti ancora parte di un cantiere aperto nel 2007... e non ancora ultimato) l'articolo sullo scontro sindaco-opposizione in merito alla destinazione di 267.000 euro provenienti da oneri di urbanizzazione. Partirei dal fondo dell'articolo, e più precisamente dalla domanda posta dal sig. Trombetta su chi amministra il Comune di Torre d'lsola per chiedere: chi amministra il Comune di Torre d'lsola? Ho acquistato questa casa per necessità e non per farne un uso speculativo, nè come investimento. Mi sono accollata un mutuo oneroso e ho dovuto vendere la mia precedente abitazione. Mi sono fidata delle parole del costruttore e delle dichiarazioni rilasciate davanti al notaio e mi sono ritrovata a vivere in un residence per sei mesi, pagando contemporaneamente la rata del mutuo e l'affitto del residence perché l'abitazione è risultata sprovvista del gas per alimentare l'impianto di riscaldamento, e quindi inagibile di fatto. Ho dovuto noleggiare un magazzino nel quale riporre l'arredamento e tutti gli altri oggetti che normalmente compongono una abitazione, sopportandone il relativo costo. Ho comunque deciso di trasferirmici nell'aprile dell'anno scorso, finito l'inverno, confidando nei mesi estivi per poter venire a capo della situazione, e non dover mensilmente sborsare una quantita inaccettabile di danaro, senza però riuscire a districarmi fra i rimpalli di Asm, Anas, impresa costruttrice, Comune di Torre d'isola su chi dovesse eseguire le opere necessarie all'allaccio e sul perché dette opere non venissero realizzate (l'ultima delle molteplici versioni fornitemi dai vari interlocutori è che Anas abbia richiesto ad Asm e al costruttore una fidejussione, necessaria per ottenere l'autorizzazione ad intervenire sulla strada provinciale in esecuzione dei lavori, ritenuta eccessivamente onerosa , e quindi i soggetti in causa stiano cercando soluzioni alternative al taglio della strada provinciale. Ciliegina sulla torta, a luglio del 2012 la ditta Villetti, gestore del servizio idrico per conto del Comune, mi comunica che mi sospende il servizio acqua potabile perché ha problemi amministrativi con il costruttore, benché io sia titolare di un regolare contratto di fornitura e paghi regolarmente le bollette; il sig. Sindaco decide di andare oltre I'encomiabile attestato di solidarietà chiamando la ditta Villetti ed intimandogli di ripristinare I'erogazione solo dopo che gli viene consegnato a mano un esposto che stavo accingendomi a recapitare presso la Procura della Repubblica per interruzione di pubblico servizio. Qualcuno si è lasciato sfuggire che non dovrei essere qui visto che non posseggo I'abitabilità però il Comune ha regolarmente incassato l'irrisoria (irrisoria rispetto alle cifre corrispondenti agli oneri di urbanizzazìone ) cifra di 1.000 euro che rappresenta la mia Imu. Quello che mi chiedo è: ma una pubblica amministrazione ha esaurito i suoi obblighi quando ha incassato gli oneri oppure la difesa ed il sostegno ai concittadini implica un coinvolgimento che va oltre l'attività burocratica? Operazione tecnicamente perfetta, paziente deceduto... Il Sig. Trombetta dichiara che a Carpana non si faranno investimenti perchè il paese ha altre priorità ed a Carpana i servizi essenziali già ci sono : forse, semplicemente, io non me ne sono accorta. Marisa Morandi PAVIA Amministrazione sensibile alla tutela nPer la sensibilità che accomuna questa amministrazione nella tutela dei monumenti, palazzi e in generale l'intero centro storico della nostra città, non posso che rilevare l'errata interpretazione dei contenuti del Piano di Governo del Territorio nella lettera pubblicata su domenica 19 maggio a firma dei rappresentanti della Lista Civica "Insieme per Pavia", Paolo Ferloni, Walter Veltri e Stefania Vilardo. Ritengo quindi doveroso esprimere alcune considerazioni di carattere generale sul tema. Oggi assistiamo a un profondo mutamento della pianificazione urbanistica, che diventa sempre più progetto di recupero e di trasformazione della città, ben lontana dalla logica di espansione urbana che ha caratterizzato i Piani Regolatori del passato e ha profondamente modificato il volto della nostra città. La città contemporanea è una realtà dinamica, un sistema complesso che si modifica rapidamente al mutare non solo delle condizioni socio-economiche ma anche all'evolversi delle tecnologie e delle esigenze composite dei molteplici soggetti che a diverso titolo la vivono. La loro riqualificazione rappresenta un'opportunità di crescita e di valorizzazione della città, anche ad una scala più ampia di quella comunale, ma deve essere accompagnata da strumenti urbanistici, quali i Piani di Recupero. Il Piano di Governo del Territorio adottato da questa Amministrazione consolida il ruolo delle Soprintendenze ai Beni storici e archeologici con uno sguardo anche alle città europee, dove la partecipazione e il processo negoziale assumono un ruolo prioritario nel progetto di città stessa e nell'ottica di una valorizzazione turistico-ricettiva, che renda sempre più presente Pavia nei principali circuiti del turismo sia naturalistico che culturale. Nessun "sacco urbanistico" è nelle previsioni di questa Amministrazione che, testimoniato da molteplici iniziative, considera il nostro centro storico bene comune e assoluto. Marco Bellaviti assessore urbanistica PAVIA Basta essere onesti e voler lavorare n Intant che chi lur, / as la cuntan su, / al Paes al riva no a la fin dal mes, / i fabric i saran su, / la gent la pèrda al lavurà, / e i fioeu al la troeuvan no. E chi lur, par chi vivan, / in tun altar mond, / indè c'as mangia, as beva, / e i altar, pegg par lur. I viagian co la muda e l'autista, i pagan no un franc, / e par che ièn dré a vultà al mond. E quèi c'ag la fan pu, / i van a la mensa di povar, / o capita, c'as màsan par la vargogna. A num, as par no che, / mandà avanti al Paes, / la sia una roba cumplicà. Basta vès unèst, / e vèg voeuia ad lavurà. Alura, dai, sa aspetam. Gaetano Respizzi PAVIA Il Caf delle Acli non c'entra n In riferimento alla lettera della signora Fasani pubblicata venerdì 17 a proposito di una questione di reversibilità tagliata, intendiamo sottolineare l'estraneità ai fatti del Caf Acli. Laura Colombi resposabile Alci Service