Frezza sfida Abis per confermare il titolo nazionale
PAVIA Gianluca Frezza all'esame Luciano Abis. Il pavese campione italiano dei welter affronta sabato 1 giugno ad Alghero l'ex campione italiano intercontinentale Wbo e del Mediterraneo Wbc. «Possiede un curriculum infinito – scherza Frezza – per fortuna che sul ring ci va lui». E' la terza volta che il campione che abita in Borgo Ticino mette in palio la sua cintura tricolore e stavolta punta in alto. «Ho battuto Brussolo ma soprattutto Antonio Moscatiello, sfidante per il titolo europeo – afferma Gianluca – avrei avuto diritto ad una difesa volontaria, invece ho scelto la strada più difficile di una difesa ufficiale perché se vinco voglio qualcosa in più e ho la possibilità di testarmi. Per adesso mi alleno duramente ed in silenzio, ma se conquisto la mia terza vittoria e per di più contro un avversario titolato e praticamente in casa, sua credo di avere diritto ad un match per un titolo continentale». Sia Frezza che Abis hanno 33 anni, il pavese ha 25 match, di cui 19 vittorie, 2 pari e 2 sconfitte, con 2 no contest, mentre lo sfidante sardo ha 37 match, di cui 33 vinti, 3 sconfitte ed un pari. «Abis però ha un pugno che fa male, tanto che la metà delle sue vittorie è arrivata prima del limite – precisa Gianluca – l'ho studiato al video ed ho notato che tende a mettere maggior determinazione nelle prime riprese, tanto che penso di restare molto coperto. L'intenzione mia e del maestro Luciano Bernini è di lasciarlo sfogare, sentire quanto male fanno i suoi colpi ed uscire alla distanza, che insieme alla tecnica è il mio punto forte». Il momento peggiore della preparazione è stato quando il match è stato rinviato. «Ho avuto un pesante contraccolpo psicologico, non è stato facile riprendere – rivela Frezza – ormai la preparazione era quasi completate e stavo raggiungendo l'apice della forma, quando ci hanno comunicato che per motivi organizzativi era stato rinviato dal 3 maggio a sabato 1 giugno. Ho smesso qualche giorno e poi ho ripreso. Ora che mancano dieci giorni abbiamo deciso di sospendere le sedute di guanti. Fino al giorno dell'incontro andrò via in scioltezza, lavorando solo sulla preparazione fisica, d'altronde sono quattro mesi che mi preparo. Senza dimenticare che per me il pugilato è passione e divertimento. Ho il mio lavoro e la mia famiglia e ogni volta che mi avvicino ad un match devo chiedere giorni di ferie. Gli allenamenti, poi, sono lunghi ed impegnativi e rubano il tempo ai miei familiari. Corro prima di andare a lavorare a Milano, poi da qualche tempo seguo un corso di crossfits che mi ha dato più sicurezza e forza nelle braccia, quindi lavoro in palestra alla Boxe Pavia di Giovanni Franchi alla sera seguito dal maestro Luciano Bernini». Maurizio Scorbati