Il gas resta più caro Mezzano protesta
SANNAZZARO «La giunta comunale non ha rispettato i patti. Siamo delusi da questo comportamento scorretto nei nostri confronti»: così si esprime un nutrito gruppo di residenti della frazione Mezzano sulla mancata concessione dei contributi per i residenti delle tre frazioni (Mezzano, Buscarella e Savasini) quale compensazione del maggior costo del gas rispetto a quello di provenienza Eni, in uso nel capoluogo. In pratica molti in città pagano meno le bollette grazie all'accordo preso a suo tempo con il gruppo petrolifero. I residenti della frazione affermano: «Altre erano, due anni fa, le promesse elettorali, rivolte ad un nuovo e migliore rapporto con le istituzioni. Noi possiamo solo far notare che l'amministrazione comunale ha continuato ad omettere di far sapere che avrebbe invece "tagliato" quel contributo. Ci siamo resi conto a nostre spese che non ne avremmo più beneficiato. La giunta non poteva comunicarcelo prima, magari in campagna elettorale?». In un incontro furono poi confermate le intenzioni comunali. Così il documento dei residenti di Mezzano: «Solo a seguito delle nostre proteste, la giunta fissava un incontro durante il quale venne confermato il contributo, ma solo in base al reddito Isee e che gli scaglioni di reddito e gli importi da erogare sarebbero stati decisi entro febbraio 2012. Siamo a fine maggio 2013 e questo impegno è rimasto disatteso». La risposta arriva dall'assessore al bilancio Pierangelo Fazzini: «Si è dovuto creare un regolamento che stabilisca i giusti parametri che daranno diritto all'erogazione dei contributi secondo i redditi Isee. Il regolamento è ora pronto: sarà sottoposto al consiglio comunale nella prossima seduta. Procederemo quindi all'erogazione con un contributo massimo di 300 euro l'anno per i redditi più bassi». I soldi? Si tratta di una spesa a bilancio, quindi di una spesa consolidata. Fazzini conclude: «Manterremo gli impegni. Con questa scelta, si cesserà con i contributi a pioggia. I contributi andranno solo a chi ne ha veramente bisogno. Di questi tempi, è questione di equità». Paolo Calvi