Comune, la rivolta dei dipendenti
di Anna Mangiarotti wVIGEVANO «Trattateci come persone, non come birilli. In Comune se qualcosa non funziona è sempre colpa dei dipendenti. E' umiliante: non ci stiamo!». La protesta parte dalla Rsu: il sindacato interno segnala una situazione di tensione fra amministratori e dipendenti. E una «mancanza di dialogo fra dirigenza e personale, soprattutto su trasferimenti interni e assegnazione di incarichi», spiega Cinzia Casarotti della Rsu. «Noi siamo pronti ai cambiamenti, ma vogliamo essere trattati prima di tutto come persone, e poi come lavoratori», dice la sindacalista che lavora allo Sportello al cittadino. Invece, «si fanno cadere le decisioni dall'alto senza la possibilità di far valere le nostre ragioni. Non veniamo resi partecipi (quando abbiamo dirigenti e responsabili di servizio) né informati su eventuali trasferimenti, prima di ricevere ordini cui comunque ci siamo sempre attenuti». In dieci anni, i dipendenti del Comune sono diminuiti del 20 per cento (da 530 nel 2002 ai 418 di oggi, con una diminuzione di 39 unità solo nei primi nove mesi del 2011). Nel 2012, tutto il personale comunale è costato 15 milioni 453mila euro, in diminuzione rispetto agli anni precedenti. «Il personale è drasticamente diminuito nel tempo, ma i servizi forniti sono quelli di sempre – sostiene il sindacato – anzi offerta e qualità sono migliorate in a alcuni settori. Allo stato attuale, 418 dipendenti riescono a far funzionare la macchina comunale per una città di 64 mila abitanti». Ma «nervosismo e malcontento non fanno bene né a noi né al lavoro. Collaborazione e dialogo invece creerebbero un ambiente migliore e coinvolgente. Con l'astio e la poca considerazione, si fa sì che chi lavorare lo faccia solo perché deve, senza alcun entusiasmo». E comunque, «basta dire che tutti i dipendenti pubblici non lavorano. Facciamo i necessari distinguo», scrive Casarotti nel comunicato ufficiale diffuso ieri. Secondo il sindacato, la totale mancanza di dialogo si è creata negli ultimi anni. Il problema principale sarebbero gli spostamenti senza preavviso da un incarico all'altro: in alcuni casi potrebbero considerarsi punitivi, tanto che sarebbero già partite cause di lavoro. Al sindacato ribatte il segretario comunale Annibale Vareschi: «In pochi Comuni i dipendenti sono trattati bene come a Vigevano – dice –. Va bene il dialogo, ma questo non vuol dire che si dovrebbe chiedere il permesso ai dipendenti per fare delle scelte amministrative, altrimenti si blocca tutto». Cause di lavoro? «Le facciano pure - ribatte il segretario comunale – di situazioni di questo genere è piena l'Italia». Intanto, «i dipendenti devono capire che è loro dovere lavorare: se hanno delle lamentele da fare su come sono trattati e come lavorano, si rivolgano ai loro dirigenti di settore». ©RIPRODUZIONE RISERVATA