Letta: l'Europa deve cambiare passo

ROMA L'Italia, a un passo dal tornare a far parte dei paesi "virtuosi", va a trattare in Europa «con la schiena dritta», a rivendicare il rispetto degli impegni presi, ma anche e, soprattutto, a chiedere di più a Bruxelles. Perché se l'Unione europea non imprime un'accelerazione, «così com'è implode». Il premier Enrico Letta si prepara al suo primo consiglio europeo con grande determinazione, consapevole del fatto che sarà fondamentale anche per gettare le basi per quella che il presidente del consiglio torna a definire una «priorità assoluta»: le misure contro la disoccupazione giovanile. Per questo il premier ha deciso di "blindare" con un mandato pieno di Camera e Senato la sua missione europea. Anche se Silvio Berlusconi continua a rendere in salita la strada del governo: «I primi di giugno deve vedere la luce un decreto» che preveda «l'azzeramento delle tasse sulle assunzioni dei giovani, il cambiamento dei poteri di Equitalia e il non aumento dell'Iva oltre alla sburocratizzazione dello Stato», dice il Cavaliere al Tg4. Oltre ovviamente all'abolizione dell'Imu. Per ora Letta annuncia che a fine vertice chiederà ufficialmente, con una lettera al presidente della Ue, Herman Van Rompuy, interventi concreti per l'occupazione giovanile a giugno. Tema sul quale il premier italiano ha incassato, durante una lunga telefonata, anche il pieno appoggio del presidente Usa Barack Obama, che già un anno fa, in occasione del G8 di Chicago aveva sostenuto appieno l'Italia sul fronte della crescita. Ma Letta, nel suo intervento in Parlamento, va oltre e traccia l'Unione del futuro, quegli «Stati Uniti d'Europa» che, dice, «restano il sogno e l'ambizione principale». Perché l'Europa, assicura, «così non basta. Vogliamo molto di più e molto meglio». Insomma l'Italia ha rialzato la testa, ha rispettato i suoi impegni - e lo ha fatto non tanto perché lo chiedeva Bruxelles, quanto «per i suoi figli» - e ora è pronta a chiedere. In vista del vertice di giugno, quello a cui punta Roma è prima di tutto ottenere l'abrogazione della procedura di deficit eccessivo il prossimo 29 maggio. «Sarebbe un segnale importantissimo», ha spiegato Letta. Per quanto riguarda l'urgenza di provvedimenti per il lavoro giovanile, il sottosegretario Carlo Dell'Aringa spiega che l'Italia, dall'inizio dell'anno, sta «perdendo 40mila posti di lavoro al mese». Un'emergenza che va subito fronteggiata: se «fino a 3-4 mesi fa l'occupazione aveva relativamente tenuto perché gli ammortizzatori hanno funzionato», oggi la situazione rischia di peggiorare ulteriormente. La priorità del governo è dunque combattere la disoccupazione giovanile (ormai oltre il 38%) e creare posti di lavoro. Il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, continua a lavorare al piano (che entro giugno sarà pronto) e domani partirà il confronto con le parti sociali. Sul tavolo una serie di punti: dai contratti a termine al cuneo fiscale («ridurlo è la strada maestra» per aumentare l'occupazione, dice Dell'Aringa) fino alle pensioni (con una fascia di flessibilità per anticipare l'uscita dal lavoro di 3-4 anni in cambio di penalizzazioni da definire e la staffetta generazionale), su cui approntare le specifiche politiche.