Priolo, sotto accusa, rincara la dose
VOGHERA Guerra aperta tra capitan Francesco Priolo e il dg Donato Troiano. Priolo aveva acceso la miccia augurandosi che il dirigente non facesse più parte del mondo del calcio, Troiano nell'ampia intervista pubblicata ieri sulla Provincia Pavese ha espresso il suo giudizio. «Priolo da due anni è un ex calciatore: dal Voghera ha avuto molto di più di quanto ha meritato, non lo avrei confermato se avessi potuto scegliere io e se ci fosse stato Colicchio staremmo discutendo della promozione». Priolo, che oggi si sottoporrà a Como ad un'operazione di ernia inguinale, replica. «Io strapagato? Intanto ho militato per dieci stagioni tra i professionisti e ho vissuto in D una realtà ambiziosa come il Carpi. Il primo anno a Voghera arrivai a gennaio e mi accontentai, il secondo anno l'ingaggio mi venne ritoccato, ma poi da dicembre 2011 il dg ci tolse i soldi: io, Coccu e Versace siamo gli unici che dobbiamo prendere l'ultimo stipendio della passata stagione e quest'anno non ci ha paga da dicembre». Priolo torna sul dualismo con Colicchio. «Siamo amici e ci sentiamo, lo consigliai io a Troiano perché avevamo giocato a Pizzighettone. Era scettico perché lo vedeva lento e non abile sulle palle alte: poi arrivò a Voghera, fece molto bene e Colicchio decise di non restare perché l'offerta fu troppo bassa». Priolo torna anche sulla gestione dello spogliatoio da parte di mister Rocco Cotroneo. «Troiano non ha digerito l'arrivo di Cotroneo, perché il mister considerava suo figlio Andrea alla stregua di tutti gli altri giocatori. Quando suo figlio è stato messo in discussione, da ottobre, il direttore generale non si è più fatto vivo e ha lasciato la squadra in mezzo a mille problemi. La realtà, e lo sanno tutti, è che Troiano ha costruito questo bel giocattolino solo per l'interesse di suo figlio». (m.q.)