Rozzano, acconciatori firmano per orario libero
ROZZANO Ordinanza contro l'apertura domenicale per i parrucchieri, continua il braccio di ferro fra acconciatori e Comune. Anzi, il muro contro muro si intensifica, dopo la decisione da parte dell'amministrazione di non ritirare il provvedimento. A questo punto i negozianti del settore hanno raccolto una trentina di firme che presto verranno portate all'attenzione del vice sindaco, Errico Gaeta. Una testimonianza forte, visto che alla petizione hanno aderito l'80 per cento dei parrucchieri. L'ordinanza è stata uno degli ultimi atti del sindaco Massimo D'Avolio e prevede che gli acconciatori rispettino gli orari «di apertura al pubblico tutti i giorni feriali fra le 7 e le 22». Per il Comune, inoltre non si possono superare «le 9 ore giornaliere» che arrivano a «10 nei prefestivi». Obbligo, anche di «chiusura nei giorni festivi e alla domenica». Salatissime le multe per chi non rispetterà l'ordinanza, che possono arrivare fino a 450 euro. Immediata la risposta della Confcommercio territoriale di Binasco che ha scritto una lettera all'attuale reggente del Comune, il vice sindaco Errico Gaeta. «L'assemblea di categoria degli acconciatori e degli estetisti si è riunita ed ha rilevato in questa disposizione del Comune una limitazione non giustificata all'attività dei suddetti operatori» ha scritto l'associazione. In particolare sono stati ritenuti anacronistici i limiti delle nove ore giornaliere di apertura e l'obbligo della chiusura domenicale per i parrucchieri. Soprattutto questo punto ha scatenato la protesta degli acconciatori: nell'ordinanza contestata si precisa anche che «le disposizioni non si applicano agli esercizi posti all'interno dei centri commerciali». Parrucchieri ed estesti di Rozzano hanno ora sottoscritto un documento che accompagnerà le firme raccolte nei giorni scorsi per esporre le ragioni della loro protesta.(g.s.) ZERBOLO' La materna comunale apre ai bambini disabili. Modificato dunque il regolamento scolastico dopo la convocazione in prefettura dei giorni scorsi dove, il vice prefetto di Pavia, Giulia D'Onofrio, ha di fatto obbligato il sindaco di Zerbolò, Renato Fiocchi, a modificare l'articolo 9 del regolamento comunale e accettare l'iscrizione di tutti i piccoli disabili presso la struttura comunale di Zerbolò. L'amministrazione comunale zerbolese conferma così il posto per i tre bambini disabili presso la materna: «Non c'è mai stata nessun tipo di discriminazione da parte nostra – spiega Fiocchi – ma solo problemi organizzativi che ci avevano portato a negare l'ingresso ai disabili; ora sistemeremo tutto. Andremo a modificare l'articolo del regolamento comunale, chiudendo s tutta la vicenda. A differenza di quella statale, la nostra sezione comunale della materna risultava infatti inadeguata in quanto c'è una sola maestra; ora, cercheremo di aggiungere una nuova insegnante e alcuni accompagnatori in modo tale che tutto si sistemerà al più presto». Si chiude quindi definitivamente il caso nato nelle ultime settimane in paese per via di alcuni problemi legati alla situazione delle scuole materne di Zerbolò; in una di esse, non sono presenti i supporti necessari per l'accoglienza di bimbi diversamenti abili. L'elenco degli ammessi a frequentare la scuola dell'infanzia per l'anno scolastico 2013/2014, infatti, conta ben tre bambini portatori di handicap, con il supporto assicurato di insegnanti di sostegno ministeriali. La sezione statale è a norma, mentre quella comunale richiederebbe più maestre. Dal canto loro, invece, si reputano soddisfatti coloro i quali intervennero negli ultimi tempi per far sì che le cose potessero cambiare. Ad esempio, la minoranza comunale e Carlo Maiocchi, esponente del Pd locale, dicono che «questa è stata una battaglia di civiltà, non è possibile che i disabili debbbano soffrire sin da piccoli con dei divieti nei loro confronti. Sono contento che, grazie all'intervento del Prefetto, tutto possa andare a buon fine. L'apertura della scuola ai disabili è una grande vittoria per tutti». Il vice prefetto Giulia D'Onofrio commenta positivamente l'accaduto spiegando che «sarebbe stato intollerabile il divieto del sindaco ai piccoli portatori di handicap di frequentare l'asilo. Da qui ci fu la nostra imposizione nel far cambiare il regolamento comunale». Infine, l'Anffas di Pavia, l'Associazione nazionale famiglie di fanciulli e adulti subnormali, interviene in merito alla situazione zerbolese per voce del presidente dell'associazione Mauretta Cattanei: «Per fortuna non ci sarà nessun divieto per i disabili, la norma andava contro la legge che tutela l'assistenza, l'integrazione e alla convenzione dell'Onu sui diritti delle persone diversamente abili. Abbiamo appreso con soddisfazione che l'intervento della prefettura, le sollecitazioni da parte di enti, associazioni e dell'opinione pubblica hanno portato a modificare il tutto». Davide Aiello