Punita una sindacalista condanna alla Meridional
di Anna Ghezzi wPAVIA Era diventata rappresentante sindacale per la Uiltucs di Pavia nella ditta che ha l'appalto per le pulizie al policlinico San Matteo all'inizio di ottobre dell'anno scorso. Ma dopo un mese e mezzo, dopo aver raccolto 70 iscritti al sindacato tra i 200 colleghi, Aleyda Muniz era stata sollevata dall'incarico di caposquadra e aveva perso un'indennità di 200 euro in busta paga. E l'11 di dicembre aveva ricevuto la comunicazione del suo nuovo orario di lavoro: da lunedì a venerdì dalle 6 alle 10 e dalle 16 alle 19, dalle 7.30 alle 12.30 il sabato mentre prima lavorava sette ore continuative durante la settimana e cinque ore il sabato. Il giudice del lavoro Federica Ferrari ha dichiarato antisindacale la condotta della Meridional Service srl e ha ordinato all'azienda di reitegrare la lavoratrice nelle mansioni, nell'orario e nella retribuzione precedenti. La ditta è stata condannata ad affiggere la sentenza nella bacheca aziendale per 10 giorni e a liquidare le spese del giudizio, pari a 1200 euro. Ma la Meridional ha già impugnato la sentenza: «Si trattava di una controversia individuale trasformato in collettiva solo perché riguarda un lavoratore che è rappresentante sindacale – spiega l'avvocato Emilia Bonfiglio in rappresentanza dell'azienda – Il primo ricorso del Uiltucs era stato rigettato, questo è stato accolto ma noi riteniamo che si tratti di un errore. L'indennità, che era stata riconosciuta alla lavoratrice per l'impegno profuso nel lavoro e che l'azienda erroneamente aveva ritenuto di non erogare più, è stata ripristinata; il cambio dell'orario non è stato un provvedimento ad personam dato che ha riguardato altri dipendenti. Chiediamo la revoca del provvedimento». La Meridional ha sempre sostenuto la legittimità del suo operato, come si legge nella sentenza, spiegando che la donna non era mai stata investita formalmente dell'incarico di caposquadra e che il cambio di orario era dettato da nuove esigenze organizzative. Nella sentenza, però, il giudice ha ritenuto che «la semplice sequenza cronologica degli interventi evidenzia con chiarezza che con tali comportamenti punitivi l'azienda intendeva colpire con misure ad personam un lavoratore per la sua attività sindacale, diritto costituzionalmente garantito dal quale non possono scaturire conseguenze dannose». Renzo Frau, della Uiltucs Pavia è soddisfatto: «Stiamo preparando altri ricorsi su situazioni simili perché non è possibile che fare attività sindacale sia un problema nel 2013».