«Tares, rischio stangata per ditte e negozi»
VOGHERA La Tares agita i sonni di commercianti e artigiani vogheresi. «Con il saldo di fine anno si rischia la stangata – avverte Graziano Tagliavini, presidente di Acol (commmercio fisso e ambulanti) – Il costo della nuova imposta aumenterà in media dal 40 al 100 per cento rispetto alla vecchia Tarsu, aggravando una situazione già pesantissima, che registra ogni giorno chiusure di attività». Da qui l'invito al Comune e al gestore dell'igiene urbana (Asm), affinchè «valutino attentamente le ricadute sociali della tassa e aprano subito un tavolo di confronto con le associazioni di categoria», per concordare un impatto più morbido. Acol ha commissionato una simulazione sull'entità dell'esborso che dovrà sostenere il titolare di un negozio o banco di venti metri quadri di superficie: si va dai mille euro annui per ortofrutta, pescherie, fiori, pizza da asporto (la categoria più tartassata), ai 42 e spiccioli per cinema e teatri. La Tares, infatti, è calcolata non più sulla metratura, ma su altri criteri, teoricamente più equi, come la valutazione della quantità di rifiuti effettivamente prodotti o, nel caso di locali a uso domestico, sul numero di componenti del nucleo familiare. Ma l'equità teorica sta suscitando preoccupazioni reali, ingigantite dalla crisi. Mario Campeggi, segretario dell'associazione artigiani Oltrepo Lombardo (quasi mille iscritti), auspica un provvedimento legislativo che mitighi quantomeno l'impatto della Tares. «Da qui a dicembre il tempo per intervenire non manca e confidiamo anche nella promessa del governo per una riforma complessiva della tassazione a beneficio degli enti locali». In questa riforma spera anche il sindaco Carlo Barbieri, che non nasconde di detestare la Tares: «E' una tassa ingiusta – attacca – concepita anni fa dal governo D'Alema e ora riesumata e attuata da Monti. Abbiamo dato mandato all'ufficio tributi comunale di studiare il modo per incidere il meno possibile sulle attività produttive, la priorità è salvaguardare le imprese che creano lavoro, ma i margini di manovra sono molto ridotti. Il Comune ha le mani legate, dovrà necessariamente approvare la Tares nell'ambito della manovra di bilancio. Senza novità legislative, siamo obbligati a farlo. Personalmente, comunque, sono favorevole a una tassa comunale unica». (r.lo.)