Futuro incerto per i figli, 2 famiglie su 3 soffrono la crisi

PAVIA Il 61% dei genitori lombardi afferma di aver dovuto fare i conti con la crisi cambiano lo stile di vita e riducendo le spese per il tempo libero (87%) per il vestiario (78%), per le attività sportive e ricreative (46%), ma anche per la spesa alimentare (35%) e l'acquisto dei libri (25%). Il 27% ritiene che i propri figli avranno più difficoltà di quante ne abbiano avute loro, per quasi un genitore su 5 dovranno andare all'estero. E' lo scenario che emerge dal nuovo dossier di Save the Children "L'isola che non sarà" diffuso insieme alla indagine "Le paure per il futuro dei ragazzi e genitori italiani" e realizzata da Ipsos, in occasione del lancio della campagna a sostegno dell'infanzia a rischio in Italia. Il futuro visto con gli occhi dei genitori della Lombardia non è roseo: il 27% ha paura che i propri figli incontreranno molte difficoltà in più rispetto alle proprie. E solo il uno su 5 di loro pensa che i propri figli riusciranno a realizzare i propri sogni e ad avere una vita migliore della propria. Il lavoro dei sogni sembra lontano e difficile: per il 36% ci vorrà molto impegno per consentire ai propri figli la realizzazione delle proprie aspirazioni, mentre il 17% dei genitori lombardi ipotizzano il trasferimento all'estero, visto come opportunità (11%) o come ripiego (6%). Ma il lavoro potrebbe anche restare un sogno: ben il 32% ritiene che i propri figli dovranno considerarsi fortunati ad averne uno qualsiasi. E povertà economica, spesso significa anche povertà d'istruzione: il 21% di genitori non potrà pagare l'università ai propri figli. La chiusura degli studi con il ciclo secondario superiore è prevista dal 26%, ma esiste anche un 6% di genitori che ritiene che il ciclo di studi si concluderà con la scuola dell'obbligo. Oltre all'istruzione il dossier parla di "povertà di cultura": il 18% dei genitori in Lombardia dichiara che i propri figli non sono interessati alla lettura e il 26% che non lo sono al cinema. L'8% delle famiglie lombarde non va in vacanza e il 21% deve attingere ai risparmi per farle.