San Damiano chiede servizi e pulizia
di Donatella Zorzetto wSAN DAMIANO AL COLLE La goccia che fa traboccare il vaso è la chiusura "a singhiozzo" dell'ufficio postale: una saracinesca che si abbassa a tre quarti di mattinata, senza preavviso e, pare, ad orari non stabiliti. È l'ultima disfunzione in ordine di tempo a San Damiano al Colle, paesino ai confini con Piacenza, 740 abitanti distribuiti in poche case raggruppate a duecento metri d'altezza. Centro con tre grandi frazioni – Mondonico, Villa Marone e Boffalora – che il 26 e 27 maggio dovrà cercare il suo nuovo sindaco tra cinque liste. E intanto lotta con il quotidiano: il servizio postale "selvaggio", le strade costellate da frane e buche, il cantoniere che deve fare pure il conducente di scuolabus. E ancora: la mancanza di una banca, la sporcizia che trabocca dai cassonetti in zona cimitero, e lo stesso cimitero che deve fare a pugni con le erbacce. Ma soprattutto San Damiano deve fare i conti con un paradosso: nonostante le cinque liste in gara, soffia vento d'astensione: «Non mancheranno le schede bianche, spiegano sotto banco gli abitanti bene informati, a testimoniare il mancato gradimento nei confronti dei candidati sindaci». Il nuovo primo cittadino dovrà sostituire il non più candidabile Corrado Vercesi. Lo sceglierà un elettorato formato per lo più da viticoltori «Qui manca tutto – spiega lapidario Alberto Taccola –. L'ufficio postale rimane aperto per poco tempo, mentre il dispensario farmaceutico è accessibile solo quando è presente il medico per l'ambulatorio». Anche Marisa Baldini si lamenta della Posta, visto che ha dovuto farsi sei chilometri per raggiungere l'ufficio di Cardazzo e sbrigare alcune pratiche. «L'impiegata è molto efficiente, e sicuramente non è colpa sua – dice –. Però non è possibile che a una certa ora si chiuda l'ufficio senza nemmeno avvisare». Luigi Quatraro, titolare del bar tabacchi in via Roma, vorrebbe anche uno sportello bancomat: «Sarebbe davvero utile, ora bisogna andare negli altri paesi. Nel contempo va risolto il problema della posta, e le strade andrebbero più curate». Sono le strade trascurate a far arrabbiare i residenti: sulla provinciale, salendo verso il paese, c'è una frana che ha danneggiato buona parte della carreggiata e ora si procede su un'unica corsia. Il ripristino è di competenza della Provincia, ma la gente si aspetta una sollecitazione anche da parte del Comune. Giannino Zecchin, è stato vicesindaco dal 2003 al 2008, anni durante i quali il Comune era riuscito a rendere gratuito il trasporto scolastico, nonostante le difficoltà economiche: «Ora è cambiato tutto – afferma –. Ci sono molte cose da mettere a posto. La forza lavorativa del Comune è tutta da sistemare, perchè non è possibile che il cantoniere debba anche guidare lo scuolabus. E poi siamo gli unici a non avere un minimo di videosorveglianza, almeno in piazza e nelle strade di accesso al paese». «Anche il cimitero è trascurato – conclude Zecchin–. Ci vorrebbe una telecamera per individuare chi scarica i rifiuti fuori dai cassonetti. Senza contare che sono cinque anni che non viene sistemata la segnaletica orizzontale». Il problema dei rifiuti viene sollevato anche da Paola Salinelli: «I cassonetti vengono svuotati regolarmente, ma intorno regna la sporcizia. Bisognerebbe fare qualcosa di più per tenere in ordine il paese. E poi servirebbe più assistenza per gli anziani». Secondo Carla Brega, invece, sarebbe bello avere, oltre alla scuola materna, anche un asilo nido: «Le scuole elementari e medie si trovano a Montù Beccaria – sottolinea –. Abbiamo una materna che funziona, ci sarebbe posto anche per un nido». Ci sono anche molti giovani che partecipano alla vita del paese, sia in parrocchia che nella Pro Loco. «Sono un bel gruppo – afferma Lucia Tomasi – e si danno un gran da fare. Poi siamo molto contenti di don Cristiano». Don Cristiano Orezzi, viceparroco di Stradella, è da circa un anno amministratore della parrocchia di San Damiano e di quella di Villa Marone. Appena arrivato, ha dovuto fronteggiare il problema del cedimento strutturale della sacrestia. «Spero – dice – che la futura amministrazione attui politiche di sostegno all'asilo, all'attività della parrocchia e dell'oratorio, e al problema degli anziani». (Ha collaborato Oliviero Maggi)