SE PARIGI VALE UNA FEBBRE
Dalla parte di chi vede sempre il bicchiere mezzo vuoto. Il pubblico romano è talmente sensibile al suo fascino e al suo bel gioco che le perdonerà anche la frase "...con un obiettivo più grande dietro l'angolo, è importante prendere decisioni intelligenti", dove l'obiettivo più grande è il Roland Garros e la decisione intelligente è lasciare gli Internazionali a poche ore dal Big Match con Sara Errani con semifinale in palio. La reproba, Maria Sharapova, se n'è andata a Parigi dove l'attendono il giovanissimo ultimo amore Grigor Dimitrov e dieci giorni per preparare lo Slam sulla terra rossa. Qualcuno sostiene che l'improvviso malanno notturno - una non meglio identificata "febbre" - sarebbe la ritorsione nei confronti di chi la manda spesso in campo a notte calata, come lei non sopporta fare. Ma non ci sono prove. Resta il fatto che Maria ha preso l'abitudine di lasciare il Foro Italico ai quarti di finale: era accaduto anche il 17 maggio 2008, quando disse di avere un problema al polpaccio. E ciao. Dalla parte di chi preferisce il bicchiere mezzo pieno. Uscita di scena la russa nata a Nyagan e cresciuta a Bradenton, Sara Errani approda alla semifinale degli Internazionali, impresa riuscita nei secoli a Raffaella Reggi nell'85 (ma era un'edizione men che minore, giocata nientemeno che all'Italsider di Taranto) e a Lea Pericoli nel 1967. Bella soddisfazione, condita con gli 85.835 euro che vanno a chi partecipa al penultimo atto di un WTA Premier Event e con i relativi 395 punti nel ranking, giusto quelli che servono per sorpassare la cinese Na Li e piazzarsi al quinto posto assoluto: ma se soldi e punti fossero arrivati battendo Sharapova, anche a Sara sarebbe piaciuto di più, no? @claudiogiua ©RIPRODUZIONE RISERVATA