Brasilia, atto finale 132 disoccupati
VOGHERA «Siamo di fronte a una bomba sociale – avverte Renzo Scinaldi, segretario territoriale della Fiom Cgil – Dal 25 maggio, i 132 lavoratori di Brasilia saranno a tutti gli effetti dei disoccupati». Dall'Auser di via Cignoli a Voghera, dove si è svolta l'assemblea degli iscritti Fiom degli stabilimenti di Retorbido e Pontecurone (ex Gino Rossi), partono un grido di allarme e una disperata richiesta di aiuto. Dopo che l'asta online dei beni aziendali, comprendente i contratti di lavoro, è andata deserta, ogni speranza di una nuova prospettiva occupazionale per operai e impiegati del gigante delle macchine da caffè fallito un anno fa, è svanita, mentre si avvicina la scadenza della cassa integrazione straordinaria, ultima garanzia di un trattamento salariale, per quanto ridotto. Dunque, che fare? Il sindacato auspica un «colpo d'ala» da parte delle istituzioni. «Fin qui hanno brillato per assenza e disinteresse rispetto al dramma dei lavoratori Brasilia – stigmatizza Scinaldi – Ora, però, le amministrazioni provinciali di Pavia e Alessandria, la Regione Lombardia e la Regione Piemonte, hanno la possibilità, finalmente, di fare qualcosa di concreto». Proprio per sensibilizzare la politica, affinchè si impegni a trovare soluzioni che garantiscano un futuro ai 132 cassintegrati, e offrire una testimonianza, venerdì prossimo a Pavia si terrà un presidio davanti al Palazzo della Provincia in piazza Italia. Il caso Brasilia sarà anche all'attenzione dell'attivo Cgil in programma martedì 22, sempre all'Auser di Voghera. Ci vorrà tempo prima che venga indetta una nuova asta, i lavoratori quel tempo non ce l'hanno, nè possono affidare la loro sorte a un semplice colpo di fortuna.