Writer, volontari per pulire Pavia
di Maria Fiore wPAVIA Pavia si candida a diventare Comune capofila nella lotta ai writer. Dopo l'operazione della polizia locale, che ha denunciato 30 giovani e perquisito le abitazioni di 23 graffittari, l'amministrazione insiste e aderisce all'iniziativa nazionale "Cleaning Day", organizzata dall'Associazione nazionale antigraffiti: volontari armati di pennello e vernice che, domenica 26 maggio, ripuliranno i muri del centro storico da scritte e tag, le firme con cui i writer si fanno riconoscere. «L'iniziativa vuole essere simbolica, perché ovviamente non sarà possibile ripulire tutti i muri – spiega l'assessore alla polizia locale Marco Galandra –. Lo scopo è sensibilizzare la cittadinanza per provare a rendere meno devastanti i comportamenti di alcuni giovani. Al di là dell'aspetto repressivo, le istituzioni chiedono infatti anche la collaborazione della città e una maggiore consapevolezza del fenomeno e dei danni che provoca». Per l'iniziativa il Comune ha messo a disposizione circa 2mila euro. Serviranno a comprare pennelli, vernice, mascherine e tute per i volontari che, a partire dalle 10, aderiranno all'iniziativa. «Speriamo ce ne siano tanti – dice il sindaco Alessandro Cattaneo –. Magari potrebbe essere un'occasione educativa anche per i ragazzi indagati». A parte il sindaco stesso e l'assessore Galandra, che hanno assicurato di voler partecipare all'iniziativa sul campo («Saremo in tuta anche noi, a cancellare le scritte»), è stata raccolta finora l'adesione del Comitato del Centro storico e dei rappresentanti del Distretto urbano del commercio. «Ma ci saranno anche tanti giovani – spiega Gianluca Giurato, comandante della polizia locale –. Stiamo individuando le vie della città dove sarà fatto l'intervento, che riguarderà per ora solo gli intonaci. Questo perché per i marmi e il cotto servono ditte specializzate, la procedura è molto più complessa». Giurato definisce l'iniziativa «il secondo passo nella lotta al fenomeno del graffitismo», che segue di pochi giorni l'operazione condotta proprio dalla polizia locale, con perquisizioni nelle abitazioni dei writer e sequestri di bombolette, mascherine e altro materiale utilizzato dai giovani per la loro attività. «Attività che non ha niente a che vedere con l'arte – aggiunge Giurato –. L'espressione dell'estro artistico dei ragazzi va favorita, ma le scritte sui muri sono un'altra cosa, una forma di vera e propria prepotenza. L'obiettivo del Comune è dare una svolta a un fenomeno grave, che deturpa il decoro della città e che va contrastato con la collaborazione di tutti i cittadini». @mariafiore3 ©RIPRODUZIONE RISERVATA