No slot, il giorno del corteo nazionale
Il ritrovo è alle 9.30 in piazza stazione. Il corteo passerà da viale Vittorio Emanuele, Minerva, corso Cavour, piazza della Vittoria, Strada Nuova, corso Garibaldi, via Siro Comi e piazza del Lino, dove ci saranno gli interventi delle associazioni aderenti alla manifestazione. Dalle 14.30 nelle aule C ed E di Scienze politiche in università centrale due tavole rotonde: una sul trattamento dei giocatori d'azzardo patologico presieduta da Simone Feder, Casa del Giovane; l'altra, presieduta da Pietro Pace di Senzaslot incentrata su normative vigenti e buone pratiche dei Comuni. di Anna Ghezzi wPAVIA «Ciao, sono Antonio, giocatore compulsivo. Così tutti i mercoledì inizio il mio intervento presso il gruppo azzardo di Alessandria. Ho letto la locandina della manifestazione e ci sarò anch'io, orgoglioso dei piccoli passi che comincio ora ad affrontare. Orgoglioso di dire no a un cancro che per troppo tempo, 17 anni, ha distrutto me e la mia famiglia, portandomi a fare cose inimmaginabili. Il danno è irreparabile ma se riuscissi anche solo una volta a fermarne uno prima che metta il suo primo euro penserei di non aver vissuto invano. Grazie di esserci». E' solo una delle lettere che stanno arrivando alla Casa del Giovane e agli organizzatori della manifestazione antislot: associazioni e cittadini si ritroveranno stamattina alle 9.30 in stazione per dire no al gioco d'azzardo. «Pensiamo che il gioco d'azzardo e in particolare le macchinette mangiasoldi siano uno strumento di oppressione ai danni della classe lavoratrice e dei ceti medio bassi – scrivono SenzaSlot.it, il sito pavese che per primo ha mappato i locali senza slot in tutta Italia e Nuovo cinema Palazzo di Roma – Il gioco d'azzardo liberalizzato è uno strumento del capitalismo per fare profitto sulle spalle della povera gente. Lavoratori, disoccupati, precari, studenti e pensionati si impoveriscono giocando il loro scarso reddito alle slot machine e una cupola di ricchi fa profitti da favola. Per noi non esiste una soluzione basata sul libero mercato regolamentato come alzare le tasse, bloccare l'accesso dei minorenni al gioco, controllare la distanza delle sale slot dalle scuole. Sono tutti palliativi. Non siamo proibizionisti, perché il proibizionismo favorisce le bische clandestine della mafia. Come per le droghe, esiste una terza via e cioè la legalizzazione controllata: mettere al bando tutte le occasioni di lucro privato sul gioco d'azzardo liberalizzato, riformarlo radicalmente sotto controllo statale, in modo che non sia più fonte di guadagno per le casse statali. Il consumo di azzardo non deve essere favorito con vergognose campagne come "Ti piace vincere facile?". Ai giovani e ai lavoratori diciamo che per cambiare la propria vita non devono sperare in un colpo di fortuna ma lottare». «Anche se anche se fossimo pochissimi, ne vale comunque la pena – spiega Simone Feder – getteremo un seme». L'altro ieri Noslot era in Regione: «Abbiamo detto che permettere tutto questo è vergognoso, la commissione attività produttive e occupazione si è impegnata a fare una legge in tre mesi. Chiediamo il divieto della pubblicità, il riconoscimento della titolarità dei Comuni ad agire, visibilità a locali che hanno scelto di non avere slot, la dipendenza dall'azzardo nei livelli essenziali di assistenza. E Angelo Ciocca, presidente della commissione ipromette più strumenti per le amministrazioni locali, il divieto di pubblicità sui mezzi pubblici, un meccanismo premiante nei bandi regionali ai distretti commerciali virtuosi, una tessera di riconoscimento per giocare. anna_ghezzi ©RIPRODUZIONE RISERVATA