«Oltrepo, noi ci crediamo» I piani del gruppo Zonin
ZENEVREDO «L'Oltrepo pavese è una delle nostre punte di diamante. Ci abbiamo creduto da subito valorizzando il Bonarda. Ci crediamo soprattutto ora, puntando sulla grande risorsa del Pinot Nero per le basi spumanti». Lo dice Giandomenico Zonin, vicepresidente di un impero di viti e vino che fattura 140 milioni di euro, con nove tenute in sette regioni per un totale di duemila ettari di vigneti e che danno lavoro a 273 dipendenti (con un incremento del 14 per cento nell'ultimo anno), L'occasione è la degustazione nella Tenuta Il Bosco di Zenevredo di alcuni degli spumanti d'Oltrepo di casa Zonin. Creazioni d'elite per il marchio che, nel 2010, si è aggiudicato il Gran Vinitaly, il più importante riconoscimento nazionale E internazionale in fatto di vini. La Tenuta il Bosco è stata acquisita nel 1987 e conta oggi, sotto la consolidata direzione di Piernicola Olmo con la guida di cantina affidata alle chef winemaker Stefano Ferrante, 48 dipendenti. Una mattina a degustare. Dall'Oltrenero (metodo classico) al sorprendente per delicatezza e armonia Phileo, metodo charmat: prodotti descritti agli esperti dall'enologo francese Nicolas Secondé. Una storia che continua. «Quando siamo arrivati – spiega Zonin – abbiamo da subito creduto nel recupero d'immagine del vino Bonarda, sviluppando i vitigni di rosse locali, il nostro percorso si è rafforzato con il pinot nero, il vitigno nobile che proprio in oltrepo ha una delle più solide zone produttive a livello mondiale. Noi ci crediamo e ci puntiamo al punto di aver spinto la nascita del Pinot Club che racchiude cinque aziende della zona oltre alla Tenuta Il Bosco: Tenuta Rocca de' Giorgi, Frecciarossa, Marchese Adorno, Tenuta Mazzolino». L'obiettivo produttivo dell'azienda pavese del gruppo Zonin resta quello di creare vini eleganti e equilibrati. Da premio. (f.g.)