Tribunale, i dubbi dei dipendenti
VIGEVANO «Un sopralluogo alla nuova ala del tribunale di Pavia, alla sede di via Porta e tutta la documentazione di valutazione dei rischi»: sono le richieste dei lavoratori emerse ieri pomeriggio durante la riunione sindacale (Cigl e Cisl) che si è tenuta nell'aula magna del Tribunale di Vigevano. «Abbiamo letto la relazione del presidente del tribunale di Pavia – ha spiegato Giuseppe Di Salvo – e non è cambiato nulla rispetto a quanto ci aveva comunicato il 22 aprile. Vorremmo sapere cosa succederà se l'ala non fosse ultimata entro il 31 luglio o nel caso in cui nella sede di via della Porta non ci fosse spazio a sufficienza per tutti. Nemmeno la proposta di utilizzare alcune stanze dell'archivio di Stato ci sembra praticabile. Vogliamo vedere dove andremo a lavorare». Il trasferimento, che non comporterà alcun aumento o indennità di trasferta, preoccupa anche per le condizioni di lavoro. «Vorremmo sapere – hanno chiesto i dipendenti – quanti bagni avremo a disposizione. Se prima c'era una toilette per 30, ora ce ne sarà una per 60? Lo stesso vale per gli uffici: la legge stabilisce chiaramente lo spazio di vita necessario per ciascun lavoratore». Nella riunione di ieri è stato sollevato anche il problema degli ufficiali giudiziari. «Qui a Vigevano abbiamo 51 comuni in cui consegnare notifiche, eseguire sfratto o pignoramenti – ha detto Oreste Bottazzo, dirigente Unep –. Quando i tribunali saranno accorpati, un vigevanese che fa? Va a Pavia per prendere le pratiche e poi a Brallo della Pergola per consegnare una notifica?» (s.bo.)