«Foto raccapriccianti Giusta condanna a Stasi»
Ultimi giorni di iscrizioni aperte per il "Trovatore" all'Arena di Verona: gli appassionati della lirica potranno partecipare al viaggio organizzato dalla biblioteca comunale per il prossimo 10 luglio. «Come ogni anno viene data possibilità agli utenti di assistere ad uno spettacolo all'Arena di Verona: per farlo occorre confermare la propria adesione entro e non oltre sabato 18 maggio - specificano dalla biblioteca - gli interessati hanno l'opportunità di scegliere quanto spendere per i biglietti con un'ampia varietà di posti: dai 183 euro per le poltronissime Gold ai 59 per le poltroncine numerate di gradinata laterale senza dimenticare la gradinate non numerata con settori che costano dai 18 ai 21 euro». Il viaggio è stato organizzato in pullman con partenza da Piazza Zanotti davanti al municipio alle 16,30. di Anna Mangiarotti wGARLASCO Alberto Stasi e il pedoporno: la Corte d'Appello di Milano non concede la sospensione condizionale della pena, per il contenuto "raccapricciante" delle immagini scaricate da Internet. Già assolto nei due gradi di giudizio per l'omicidio di Chiara Poggi, Stasi dovrà andare nuovamente a processo per il delitto di Garlasco, perché la Cassazione ha annullato l'assoluzione. Intanto, sono state rese note anche le motivazioni alla sentenza, con la quale è stata confermata per Alberto Stasi una condanna 30 giorni di reclusione – convertiti in una pena pecuniaria di 2540 euro – appunto per detenzione di materiali pedo-pornografico. «Pur tenendo conto del modesto quantitativo del materiale illecito - scrivono i giudici nella sentenza del 14 marzo scorso, che ha confermato quella pronunciata in primo grado dal tribunale di Vigevano - la natura dell'illecito, da valutarsi anche nel contesto della parallela abitudine di Stasi di compulsare siti erotici-pornografici, abitudine certamente lecita ma indubbiamente sintomatica del settore di interesse, e il raccapricciante contenuto di tale materiale, che qualifica il fatto di detenzione in termini di significativa gravità, non consente infatti di formulare una prognosi favorevole in merito alla futura condotta dell'imputato». Secondo i giudici «è provato il fatto di detenzione di materiale pedopornografico e «quanto al profilo comportamentale di Stasi ipotizzato dai periti e valorizzato dalla difesa, si osserva che, se pure davano atto della limitatezza del materiale pedopornografico, rinvenuto rispetto a quello di natura esclusivamente pornografica, da ciò desumendo una sua curiosità occasionale, certo è che anche tale valutazione dimostrava e confermava come vi fosse stata un'attività di ricerca e acquisizione da parte dell'imputato, effettuata in modo consapevole». I difensori del 29enne Alberto, gli avvocati Angelo Giarda, Giuseppe e Giulio Colli, presenteranno ricorso in Cassazione. Sostenendo che nessuno dei 17 frammenti di files al centro del processo è stato integralmente scaricato, presupposto ritenuto necessario per parlare di detenzione di materiale pedopornografico. Inoltre, secondo i legali non è provato che Stasi abbia scaricato intenzionalmente i files. ©RIPRODUZIONE RISERVATA