Zirilli, addio amaro «Tanto impegno adesso sono a terra»
di Carlo E. Gariboldi wVOGHERA «Non so cosa avrei potuto fare di più. In campo e fuori dal campo. Nello spogliatoio a smussare le tensioni, sempre disponibile». E' molto amareggiato Alessandro Zirilli, classe 1980da Cernusco sul Naviglio. E la punta più pericolosa del Voghera (17 gol, nonostante 9 giornate di stop) e, forse, di tutto il suo girone di serie D. Quanto venne contattato, nel luglio scorso, la società promise mari e monti. L'obiettivo, dichiarato alla sua presentazione, era tornare in C dopo 14 anni. «Alla fine in questo obiettivo abbiamo capito che ci credevamo solo noi, il mister e pochi altri. Oltre ai tifosi, naturalmente». Tra voi calciatori c'è tanta amarezza, oggi. «La stagione era iniziata con tante aspettative, con una bella squadra. Adesso noi viviamo una situazione di difficoltà. Senza rimborsi è difficile mantenersi, siamo giocatori di serie C, non di serie A o B». Da quando non sei pagato? «Posso dire che da dicembre non vedo un euro. In cambio io mi sono comportato da professionista, ho dato il massimo. Come giocatore e come uomo. Ho portato a termine la stagione nel migliore dei modi. Questa situazione dispiace a me e alla mia famiglia». E la società? «Quando vado a fare la spesa non posso dire: "Poi paga il Voghera calcio". Pago io». Non sarà la prima volta che ti succede una cosa simile? «Sinceramente, così non mi era mai successo. Altre volte capitava che una società spiegava di avere ritardo, difficoltà. Ci si veniva incontro. Qui non c'è nessuno. Nessuno». Chi è il vostro referente? «Vorremmo saperlo anche noi. Fino a quando ho parlato con il direttore generale Troiano ho continuato a sentire promesse». Non sei stato tentato di cambiare a metà campionato, come hanno lasciato altri? «Avevo sposato questa causa a inizio anno. Poi c'erano anche i ragazzi giovani da aiutare. Sembrava bello riportare il Voghera in serie C. Mi sarebbe piaciuto. Purtroppo, mi sono girato, e la società non c'era più. E' sotto gli occhi di tutti». Voi giocatori pensate a un'azione legale? «Parlo per me. Sicuramente alla fine sarò costretto. Non perché voglia fare un dispetto a qualcuno, ma perché gli accordi vanno onorati. Io, la mia parte l'ho fatta». Questa sera vi saluterete tutti? «Sì, ci sembra giusto cenare insieme. In questa squadra c'è anche un bel profilo umano». A chi rimarrai legato? «A molti. Sicuramente a Ronchetti, Catenacci, Buonocunto. Oltre al mister, naturalmente. Ma voglio ringraziare anche la città, che ci è stata vicina».