Sempre più stranieri nei negozi

CASTEGGIO Aumentano gli stranieri che avviano una nuova attività o subentrano a quelle già esistenti. Il dato emerge dall'analisi delle cifre in possesso dello Sportello unico per le attività produttive, in funzione presso l'ufficio commercio del Comune e che lo scorso anno ha preso in esame complessivamente 180 pratiche, suddivise tra Casteggio (sono state 128 le pratiche) e gli altri Comuni riuniti nella convenzione per la gestione associata dello sportello, cioè Torricella Verzate, Santa Giuletta, Castelletto di Branduzzo, Casatisma, Casanova Lonati e Bastida Pancarana. Si tratta di uno strumento utile per lo sviluppo del territorio, che permette di accedere per via telematica alla varia modulistica richiesta in casi di avvio attività, cessazione, variazione, sub-ingresso o nell'allestimento di manifestazioni: «In particolare abbiamo avuto richieste da parte di imprenditori di nazionalità cinese per l'apertura di esercizi pubblici quali ad esempio locali adibiti alla vendita e somministrazione bevande. Ci sono state richieste anche per aprire i locali dove si comprano oggetti in oro, o per la vendita di sigarette elettroniche – illustrano allo Sportello unico delle attività produttive – Il 31% delle pratiche ha riguardato avvii di attività, il 24% variazione di attività e per il 16% cessazioni. Ci sono locali che hanno chiuso a pochi mesi dall'apertura, anche questo è segno della crisi per cui diventa difficile gestire un'attività commerciale». A questo proposito anche il segretario dell'Ascom oltrepadano, Paolo Covre, aveva commentato che «alcune persone, per far fronte ad una carenza occupazionale davvero preoccupante, aprono un bar pur non avendo particolari esperienze in questo settore. Quando non si hanno le basi adeguate, diventa difficile poi far fronte alle varie difficoltà che possono insorgere nella gestione di un esercizio pubblico». Simone Delù