Riforma elettorale, muro contro muro

ROMA Cresce il fronte nel Pd per abrogare il Porcellum ma il Pdl fa muro e avverte: niente riforma delle legge elettorale prima delle modifiche costituzionali. Enrico Letta resta dell'idea delle necessità di mettere «in sicurezza il sistema di voto, adattandolo ai rilievi della Consulta» e i democratici fanno, una volta tanto uniti dai renziani fino a Epifani, pressing sul Parlamento per arrivare il prima possibile almeno alla riscrittura del sistema di voto. Ma a via dell'Umiltà fanno la voce grossa e avvertono: la vita del governo sarà breve e travagliata se si comincerà dalla riforma del sistema di voto. La politica prova a dettare l'agenda delle riforme, fissando una settimana «costituente» per far partire l'iter delle riforme. La prima tappa sarà il 22 maggio con l'audizione del ministro Gaetano Quagliariello davanti alle commissioni Affari Costituzionali di Camera e Senato. Il percorso proseguirà attraverso il confronto tra il governo e i gruppi parlamentari per approdare alla data del 29 maggio quando nella aule di Montecitorio e di palazzo Madama saranno discusse le mozioni di indirizzo per l'istitiuzione della Convenzione. «Dopo trent'anni il governo si fa parte attiva per rendere concreto il percorso delle riforme nel rispetto del Parlamento», annuncia entusiasticamente Dario Franceschini, ministro per i rapporti con il Parlamento. Ma la strada non è affatto in discesa. A partire dal nodo della riforma elettorale e dalla stessa composizione della Convenzione che il governo immagina presieduta da Sisto e Finocchiaro, presidenti delle commissioni Affari costituzionali di Camera e Senato e alla quale una legge costituzionale dovrebbe attribuire «poteri redigenti» per dirla con il democrat Sanna. Per ora però è la riscrittura della legge elettorale a creare le maggiori fibrillazioni nella maggioranza. L'urgenza di modificare la legge elettorale dei democratici, dettata dal rischio che qualcosa vada storto e che si debba presto tornare alle urne, non è affatto gradita dal Pdl che arriva a mettere in discussione la stessa tenuta della maggioranza. «Non occorre essere scienziati della politica né fini analisti per comprendere che chi sia affanna per cambiare d'urgenza la legge elettorale lavora per una vita molto breve (e travagliata) della legislatura», avverte l'ex portavoce di Berlusconi, Daniele Capezzone. Ma anche l'ideatore del Porcellum il leghista Calderoli avrebbe pronta una proposta di legge per tornare al Matterellum. ©RIPRODUZIONE RISERVATA