NASTASSJA IL TEMPO È DALLA TUA

Time is on my side, il tempo sta dalla mia parte: spero che Nastassja Burnett se lo ripeta spesso. Se non lo fa, è meglio cominci adesso. Deve diventare il suo mantra. Per ricordarsene, impari a memoria la canzone di Norman Meade che i Rolling Stones incisero quasi cinquant'anni fa. L'aiuterà. La ragazza romana ha tutto per arrivare lontano, deve solo avere pazienza. Ha esattamente nove anni meno di Roberta Vinci, che è del febbraio 1983. Aver perso con lei ieri (1-6 4-6) combattendo ad armi pari almeno per un set dev'essere una medaglia d'appuntarsi al petto. In attesa di ritrovare Roberta come avversaria tra qualche tempo, quando l'età sarà un vantaggio, non il contrario. Nastassja detta Asia è l'esempio della società multietnica e multiculturale in cui viviamo. Madre polacca - Kristina - d'origine olandese (Burnett è il suo cognome, passato alla figlia), ha trascorso parte dell'adolescenza a Barcellona, luogo magico per i tennisti. Di certo, non fa fatica a imparare le lingue. Sa anche di tedesco, perché l'inverno scorso s'è preparata in Germania con Robert Orlik, che segue Annika Beck e, un po', Sabine Lisicki. La gavetta è stata dura, sia per problemi economici, sia per una frattura al metatarso che l'ha fermata a lungo. Allora ad avere fiducia in lei era stato il suo primo tecnico vero, Vincenzo Santopadre. Da un mese si allena con Tathiana Garbin, tra i coach più ambiti. Insieme, devono migliorare il servizio, mai decisivo, e l'approccio tattico-psicologico ai match. Intanto lunedì prossimo, quando la Wta ufficializzerà il ranking post Foro Italico, si troverà intorno a quota 125. La pronostico tra i Top 100 entro l'anno. Ma senza fretta. Time is on her side. @claudiogiua ©RIPRODUZIONE RISERVATA