Garlasco, raid contro il negozio cinese
GARLASCO Scritte razziste e vandalismi contro i negozi dei cinesi, danneggiamenti alle vetrine e alle auto. Ieri a Garlasco è stata la notte dei teppisti con preoccupanti risvolti di intolleranza. In base alle immagini delle telecamere di videosorveglianza si tratterebbe di un unico raid effettuato intorno alle tre del mattino. Le scritte color oro "Via i cinesi" sono comparse in diverse zone del centro cittadino: in piazza Piccola, sull'asfalto di fronte all'ufficio della polizia locale, sul vetro della filiale Unicredit di via Don Gennaro, così come sulla saracinesca chiusa della trattoria "Ghirigori", davanti al fotografo di via Roma e sull'asfalto all'incrocio tra via Roma e corso Cavour, dove sono state imbrattate le pareti di una gioielleria e di un negozio di tendaggi. Anche un'autovettura posteggiata in vicolo del Teatro sarebbe stata danneggiata dai vandali anche se il fatto più grave è stato registrato dai titolari del bar Jolly di Largo I Maggio, proprio di origine cinese. «Erano le tre del mattino quando abbiamo sentito dei rumori provenire dalla strada e poi è scattato il nostro allarme – spiegano dal bar che dal 2010 è in gestione alla famiglia Ni Pei Yong – non siamo riusciti a vedere chi sia stato perché era scappato, faremo sicuramente la segnalazione ai carabinieri». Nessun episodio simile aveva colpito in precedenza la famiglia, che è perfettamente integrata all'interno della comunità: «Hanno scritto anche da altre parti – affermano ancora dal bar Jolly – in passato erano entrati per rubare dalle macchinette, ma rompere il vetro mai, credo sia stato con un martello o qualcosa del genere, altrimenti sarebbe stato impossibile bucare in questo modo il vetro, ho visto che hanno scritto cose come "via i cinesi", non so cosa dire». Esterrefatti i proprietari così come i clienti e gli altri negozianti di Largo I Maggio che ieri mattina si recavano quasi in "pellegrinaggio" dai colleghi del bar Jolly per vedere cosa fosse accaduto. Un foglio di carta con la scritta "attenzione, vetro rotto" è stato appeso all'interno del bar per evitare che qualche cliente si faccia del male. Nei prossimi giorni la vetrina verrà sostituita, mentre per gli altri imbrattamenti ai vetri l'inchiostro è stato tolto senza problemi. L'ultima volta che i vandali avevano colpito a Garlasco, erano stati "inchiodati" dalle telecamere e la sensazione in paese è che anche questa volta il gesto non resterà impunito. «Nessun tipo di sentimento discriminatorio può arrivare dalla cittadinanza – affermavano alcune persone presenti ieri o in piazza – Garlasco ha accolto la comunità cinese senza pregiudizi: in città ci sono bar, ristoranti, centri estetici e parrucchieri gestiti da cinesi e nessun problema è mai stato ravvisato né all'interno dell'associazione commercianti né tra i cittadini originari di Garlasco e quelli provenienti dalla Cina». Chi ha scritto sui muri però ha firmato anche il primo, inquietante, atto di intolleranza. Maria Pia Beltran