La battaglia nel Pdl e i giorni difficili del sindaco mediatore

Questa sera alle ore 21 Consiglio comunale aperto sull'emergenza casa a Pavia. Una situazione allarmante di fronte a 100 sfratti esecutivi di cui settanta in città e trenta nei paesi dell'hinterland. Per contro il Comune al momento ha a disposizione un centinaio di appartamenti, ma se fossero dati agli sfrattati si scavalcherebbero i diritti degli 871 cittadini che hanno fatto domanda e attendono una casa popolare. In Consiglio comunale saranno presenti anche i sindacati della rete antisfratti. di Linda Lucini wPAVIA Da formattatore a mediatore ma, dopo nomine e rimpasto, il sindaco Alessandro Cattaneo al Mezzabarba fatica a muoversi tra critiche, battaglie sotto traccia e veti tutti interni al Pdl. Una guerriglia dove si gioca non solo per correnti, ma quasi ognuno per sè. Cattaneo si è riavvicinato a Giancarlo Abelli portando al Mezzabarba Marco Bellaviti, ma questa mossa non ha calmato le acque. Per lui, ora paladino di Berlusconi sia in tv sia in piazza a Brescia, il clima non è facile tanto più in vista di una ricandidatura. E se a «Ballarò» Cattaneo dice «i miei cittadini mi chiedono fatti concreti», in un clima così difficile il Mezzabarba fatica a realizzarli. «La formattazione continua e, se abbiamo un Parlamento più giovane, qualche risultato l'abbiamo portato a casa – dice il sindaco – Per il resto basta parlare di giustizia e di Berlusconi, andiamo oltre e pensiamo al Paese. In Comune non mi risultano tensioni, a parte Gimigliano e Labate che comunque hanno votato il consuntivo. La maggioranza è concentrata sugli ultimi mesi di amministrazione». Valerio Gimigliano però attacca duro: «Il sindaco deve comprendere che ci sono altre componenti nel Pdl e di queste ne deve tener conto». Già in commissione aveva definito «preconfezionata» la nomina di Graziano Leonardelli all'Asm, mentre ora bolla il rimpasto come «scelta unilaterale fatta fuori dall'ambito dei consiglieri Pdl». Sull'incarico a capo di gabinetto di Luigi Greco sostiene che «è una scelta del sindaco, per nulla obbligatoria e se ne assume la responsabilità». Massimo Rossella (Cl) che in commissione si era fatto dare i curriculum decretando che erano validi sia quello di Leonardelli sia quello di Andrea Capodoglio, ora pare tirarsi fuori («tensioni in consiglio ce ne sono, ma non da parte mia») e al momento sembra non avere problemi con il neo assessore abelliano Marco Bellaviti («sulle osservazione del Pgt stiamo lavorando bene insieme»). Dante Labate, che tra l'altro si è appena smarcato da Abelli, i coltelli li affila fin da inizio legislatura: «Per il rimpasto non doveva essere fatto un semplice scambio ma una verifica che rilanciasse l'amministrazione - sostiene Labate attaccando sindaco, Marco Galandra e Cristina Niutta – Ci sono assessori che hanno poche deleghe e di cui si potrebbe fare a meno e un assessore ex An che gli ex An non riconoscono più ma anche questo punto non si è chiarito». Carlo Guerini approva il rimpasto («c'è stato un accordo») e si butta le critiche verso il sindaco alle spalle pronto a sostenerlo in previsione di un bis al Mezzabarba. Giuseppe Arcuri ammette «le correnti ci sono» ma aggiunge: «Faccio squadra anche perchè alternative a questa amministrazione non ne vedo. Resto però un uomo libero». E a dimostrare che è voce dissonante dal coro ha attaccato sulla strada di gronda l'appena entrato in giunta Bellaviti e stasera porta in consiglio un ordine del giorno in merito firmato anche da Gimigliano e da Francesco Irianni. Quest'ultimo, dopo l'appoggio a Fratelli d'Italia, è tornato fedele al Pdl. In mezzo a tanti malumori Antonio Bobbio Pallavicini (uomo di Filippi) resta alla finestra e prepara il suo futuro pacchetto di voti da far valere in tempo di elezioni. Cattaneo, in vista della ricandidatura, lo sta corteggiando anche se sul suo nome non troverà la sponda per ridare forza alla maggioranza. Tanto più dopo le battute al veleno che Ettore Filippi ha indirizzato via facebook a Luigi Greco, da sempre uomo forte di Cattaneo. A Filippi, che tra l'altro guarda con interesse l'intenzione del presidente vogherese di centrodestra della Sabrom Carlo Belloni di cercare uno spazio politico, non è andata giù l'ipotesi di un doppio incarico per Greco e non lo manda a dire. Greco ufficialmente giura che non voleva nient'altro che il posto da 11mila euro annui di capo di gabinetto: «Ho esplicitato la mia indisponibilità a ricoprire altri ruoli, da sempre sono contrario ai doppi incarichi». Eppure se il sindaco ha chiesto tre pareri legali in merito alla nomina Asm, l'ipotesi di un suo incarico non dove essere così infondata. Nel Pdl tutti si chiedono se davvero Greco si accontenterà, qualcuno mormora che Bellaviti mal sopporterà di avere un supervisore di giunta come Greco, i più maligni dicono che la mossa di riavvicinamento di Cattaneo ad Abelli trova una giustificazione anche nella necessità di dare un posto di rilievo a Greco.