Tav, tentato omicidio l'assalto al cantiere Caccia ai responsabili
di Milena Vercellino wTORINO C'è anche il tentato omicidio tra le ipotesi di reato avanzate dalla procura di Torino per l'assedio al cantiere della Tav in Valle di Susa avvenuto nella notte tra lunedì e martedì. Tra le altre imputazioni che gli inquirenti stanno vagliando, vi sono anche i reati di danneggiamento, porto di materiale esplodente e altri reati correlati. Intanto, proseguono le indagini sull'episodio: il sostituto procuratore Andrea Padalino ha aperto un fascicolo contro ignoti sui fatti della notte del 13 maggio, quando venti-trenta persone a volto coperto hanno stretto d'assedio il cantiere del tunnel esplorativo per la linea ferrovia ad alta velocità Torino-Lione, bersagliandolo con razzi, bengala e bottiglie molotov, per poi allontanarsi cercando rifugio nei boschi all'arrivo delle forze dell'ordine. L'attacco non è stato rivendicato, ma l'ipotesi è che i suoi autori appartengano all'area degli autonomi, già coinvolti in un analogo episodio l'8 febbraio, quando le reti del cantiere erano state tagliate ed alcuni mezzi di trasporto erano stati danneggiati. Secondo le prime ipotesi investigative, si tratterebbe di una frangia oltranzista che ha deciso di agire senza coordinarsi con il movimento No Tav "ufficiale", composto dai comitati di cittadini della Valle di Susa contrari all'opera. Gli inquirenti mettono sotto la lente le modalità dell'attacco, che suggeriscono un'azione preparata con cura, ma in assenza di accordi con il movimento, come per alzare l'asticella della protesta. Al vaglio degli inquirenti sono anche le frasi comparse sul blog di ispirazione No Tav Maverick, secondo il quale gli operai che lavorano al cantiere Tav di Chiomonte «tradiscono la propria comunità e la loro terra. La loro scelta egoista individuale li mette fuori dalla loro comunità e li condanna meritatamente a una difficile convivenza sul territorio». Intanto le misure di sicurezza intorno al cantiere si preparano a diventare più stringenti: la zona rossa verrà allargata e le forze dell'ordine schierate a presidio del cantiere riceveranno rinforzi. Ma il percorso della Tav potrà incontrare un nuovo ostacolo a livello legislativo: ieri a Roma i parlamentari del Movimento 5 Stelle hanno depositato a palazzo Madama un disegno di legge per la richiesta di abrogazione della legge di ratifica del trattato internazionale della Torino-Lione, firmato nel 2001 a Torino, che dava il via alla realizzazione della nuova linea ferroviaria ad alta velocità. «Non vi è alcuna ragione per proseguire con il progetto, oramai obsoleto, ma vi è anzi l'urgenza immediata di annullare l'accordo per salvaguardare le nostre finanze, le finanze francesi e le finanze comunitarie, in presenza di spese che inspiegabilmente continuano a generarsi sia in territorio italiano che in territorio transalpino in relazione a determinati lavori», ha spiegato il primo firmatario, il parlamentare valsusino Marco Scibona. Polemiche, poi, per la visita del regista premio Oscar Gabriele Salvatores ai No Tav e che «avrebbe condiviso le ragioni del movimento». «Una visita che è un insulto all'intelligenza», dice il senatore Pd Stefano Esposito. ©RIPRODUZIONE RISERVATA