Il sorriso della mente
PAVIA La residenza universitaria biomedica del collegio Santa Caterina ospita, dal domani al 6 giugno, la mostra "Il sorriso della mente, la caricatura nella storia delle neuroscienze", curata da Lorenzo Lorusso ed Elisa Fazzi. Un'esposizione che intende raccontare, in modo originale, lo sviluppo storico delle neuroscienze. E, dal punto di vista scientifico, spiegano gli organizzatori, i disegni caricaturali sviluppano la capacità di saper individuare situazioni e personaggi attraverso i dettagli esagerati, mentre i particolari abnormi o grotteschi attirano la nostra attenzione e meglio si imprimono nella memoria. Elisa Fazzi, professore di neuropsichiatria infantile dell'università di Brescia e direttore della residenza universitaria biomedica della Fondazione collegio universitario S. Caterina, e Lorenzo Lorusso, neurologo, storico della medicina, hanno voluto documentare lo sviluppo storico delle neuroscienze e la loro divulgazione presso il pubblico. «La caricatura, genere artistico considerato ingiustamente minore, fu parte integrante dell'esperienza professionale di famosi artisti come Leonardo, Michelangelo e Dürer – spiegano Fazzi e Lorusso - e può essere considerata una fonte storica perché descrive episodi o personaggi e racconta eventi culturali, compresi quelli scientifici, che si sono succeduti nei secoli». Una storia delle neuroscienze, tramite l'uso di immagini caricaturali, ha un valore culturale e scientifico, precisano i curatori della mostra che aggiungono: «Questi disegni hanno avuto un ruolo nella diffusione delle idee o teorie sulla mente, permettendo di informare professionisti e inesperti sulle controversie della scienza e della medicina». L'esposizione, che si tiene in via Giulotto 12, al polo universitario Cravino, è suddivisa in 3 sezioni. Nella prima si trovano pannelli didattici che permetteranno di conoscere la storia della caricatura a partire dall'epoca greco-romana fino al '900. Nella seconda sezione sono esposti acquarelli e stampe, caricature originali realizzate tra il sedicesimo secolo e il novecento, opere che rappresentano sintomi riferibili a patologie neurologiche. Nella terza parte sono esposte riviste caricaturali e volumi antichi. «Si tratta - spiega Fazzi - dei primi trattati della fisiognomica in cui troviamo visi con caratteristiche dismorfiche». L'inaugurazione sarà domani alle 17,30. Presente anche Marta Sironi, ricercatrice presso il centro Apice dell'università di Milano. Il 6 giugno, sempre alle 17,30, si terrà una conferenza conclusiva a cui parteciperanno Franco Porzio, storico dell'arte, e Paolo Mazzarello, docente di storia della medicina dell'università di Pavia. Ingresso libero. Orari: lunedì-venerdì 9 -12 e 15-18. Sabato 10-12; domenica 15-18. Stefania Prato