Danielle, pavese mondiale con la maglia del Camerun

di Stefano Romano wPAVIA Vive in Italia, studia in Italia, si allena in Italia, gareggia in Italia. E in Italia, l'altro giorno a Chieri, ha ottenuto la misura minima per qualificarsi nel getto del peso ai campionati mondiali di atletica nella categoria Allievi. Danielle Madam Frederique, però, a Donetsk in Ucraina dal 10 a 14 luglio sarà in gara con la maglia del Camerun. «Mi piacerebbe entrare in pedana in azzurro, ma non sono ancora cittadina italiana – allarga le braccia Danielle –. Potrò diventarla, mi hanno spiegato, il prossimo anno nel frattempo penso ad allenarmi e a studiare». Allenarsi e studiare: la storia di Danielle, italiana di fatto ma non sulla carta, è tutta in queste due parole. Una cascata di capelli neri raccolti in treccioline fini, un sorriso contagioso da 15enne che quando si apre mostra un brillantino incastonato in un dente: Danielle, tesserata per l'Atletica Vigevano, si sta allenando al campo Coni di via Treves con la sua preparatrice, Laura Turpini, e racconta una storia tanto italiana (tanto pavese) che si fa fatica a capire perché non possa essere in azzurro ai mondiali. «Sono arrivata in Italia dieci anni fa con mia mamma – racconta –. Mi ha portato qui per studiare, e in Italia ho fatto le elementari, poi le medie al Casorati e ora sono al Bordoni, in seconda. L'anno prossimo dovrò decidere l'indirizzo per il diploma e vorrei scegliere relazioni internazionali. Mi piacerebbe lavorare nelle ambasciate. La laurea? Vedrò, ci proverò». E l'atletica? «Una passione nata per caso - risponde Danielle – alle medie avevo fatto i giochi della gioventù, avevo avuto dei bei risultati e così ho proseguito». Avanti fino ad ottenere il minimo (metri 13.90) per qualificarsi ai Mondiali di luglio. Un gran risultato ottenuto su un percorso a ostacoli «Non ho potuto fare le gare invernali perché ci sono stati problemi con il tesseramento – spiega Danielle –. Stavo rinnovando il permesso di soggiorno, quindi non potevo essere tesserata: potevo allenarmi, certo, come faccio quasi tutti i giorni al campo Coni, ma mi sono mancate tutte le gare invernali. Ho iniziato a febbraio e ho rincorso i risultati». Alla fine, però, la qualificazione è arrivata. Per scaramanzia Danielle non dà per certa la partecipazione ai Mondiali: se ci andrà, però, ci andrà con la maglia del Camerun non con quella azzurra dell'Italia. E' la stessa cosa? «Lo sport viene prima di tutto – risponde Danielle –. Ma se potessi scegliere gareggerei per l'Italia: mi sento italiana molto più che camerunense, sono qui da quando avevo 5 anni, i miei amici sono italiani, la mia vita è italiana». Per i figli degli immigrati nati in Italia il nuovo ministro Kienge vorrebbe far scattare automaticamente la cittadinanza. «Lo so, seguo il dibattito – commenta Danielle –. Mi sembra più che giusto. Ma anche chi non è nato in Italia ma è cresciuto qui la cittadinanza è importante».