Equitalia si umanizza «Valutare caso per caso»

di Vindice Lecis wROMA Equitalia si umanizza. Tenta di smettere gli odiosi abiti del gabelliere senza cuore, bersaglio delle critiche del contribuente - spesso onesto - per la sua ottusa insensibilità verso i piccoli errori. L'amministratore delegato di Equitalia - il servizio nazionale di riscossione dei tributi costituita al 51% dalla Agenzia delle Entrate e dal 49% dall'Inps - ha scritto ai direttori delle strutture delle società chiedendo loro di muoversi e operare con estrema attenzione in questo periodo di crisi e di recessione economica. Suicidi, azioni violente, proteste clamorose. E anche polemiche, spesso a fini elettorali. Equitalia è stata considerata uno dei responsabili della disperazione concentrando la rabbia dei cittadini. Sia del contribuente onesto che dell'evasore furbo e conclamato. Il «braccio armato» della riscossione ora tenta di ricostruirsi un'immagine. Prima che la situazione precipiti, bisogna «valutare caso per caso», ammonisce preoccupato l'amministratore delegato Benedetto Mineo. La gente già in difficoltà, spesso vede recapitarsi cartelle per i debiti con il fisco e allora bisogna muoversi con attenzione, sapendo che dietro quelle ingiunzioni di migliaia e migliaia di euro ci sono persone disperate. Nella lettera, l'amministratore delegato rileva che «non possiamo permetterci un comportamento non adeguatamente orientato alla sensibilità». Equitalia è finita spesso nel mirino per la sua lentezza amministrativa che fa lievitare gli interessi e per la disinvoltura nell'uso e abuso di pignoramenti dei beni. I casi di inflessibilità anche di fronte a modesti debiti è diventata leggendaria. Gli stessi sindacati interni hanno messo il dito sulla piaga delle inefficienze delle diverse società nelle quali è strutturata. Equitalia prende dunque atto di «un disagio esteso, conseguenza diretta del perdurare della crisi» e l'amministratore delegato chiede ai suoi di compiere un lavoro capillare nel territorio tenendo conto dei problemi dei contribuenti. Nelle zone ad alta disoccupazione, la questione è ancora più drammatica. Dunque stop a crudeli pignoramenti e a ingiunzioni draconiane? Si valuterà caso per caso. Lo spunto della lettera è l'episodio di cronaca con un piccolo imprenditore pugliese che aveva annunciato il suicidio con una lettera a un quotidiano spiegando di essere sommerso dai debiti, in particolare verso lo Stato che Equitalia riscuote. Questa volta la società di riscosssione si era mossa tempestivamente, contattando l'uomo e trovando una soluzione ragionevole. L'episodio, prosegue l'ad di Equitalia, «non costituisce un fatto isolato. Siamo consapevoli che l'arrivo di una richiesta all'agente della riscossione, in un momento come questo che stiamo vivendo, possa infrangere equilibri già instabili. Di fronte a queste situazioni non possiamo permetterci di commettere errori o di avere comportamenti non adeguatamente orientati alla sensibilità che queste circostanze richiedono». Secondo l'ad di Equitalia, non si tratta di «venire meno al rispetto delle funzioni che ci sono assegnate», quanto «di proseguire sulla strada che, già dall'anno scorso, abbiamo aperto con l'introduzione in ogni provincia del cosiddetto "Sportello amico". Il dialogo con i cittadini, soprattutto con le fasce più deboli», conclude Mineo, «deve continuare ed essere rafforzato, per far si? che, sempre nel rispetto delle norme che vincolano la nostra attività, sia possibile valutare caso per caso, persona per persona, provando a trovare una soluzione nelle situazioni più critiche». Intanto sale da 20 mila a 50 mila euro la soglia massima entro la quale è possibile chiedere la rateizzazione delle cartelle esattoriali inviate la Equitalia. Per ottenere la possibilità del pagamento a rate sino a questa cifra basterà presentare una semplice domanda, senza allegare ulteriori documenti necessari ad attestare una situazione di difficoltà economica. Una decisione che rende più accessibile questo strumento, e che potrà aiutare i contribuenti a regolarizzarsi con più facilità . ©RIPRODUZIONE RISERVATA