Si chiude in bagno, rapina fallisce
Si è svolta ieri mattina, all'istituto di Medicina legale, l'autopsia sul corpo della 12enne di Vidigulfo trovata senza vita dai genitori nella mansarda di casa. La ragazzina era stata trovata dal padre in arresto cardiaco. Gli accertamenti di ieri non avrebbero fornito elementi ulteriori rispetto alle prime ipotesi, di un morte per soffocamento, ma la relazione del medico legale sarà consegnata alla procura di Pavia, che ha comunque aperto un fascicolo per chiarire ogni aspetto della vicenda, soltanto tra due mesi. Il magistrato Paolo Mazza ha dato il nullaosta per i funerali, che saranno celebrati domani, alle 15,30, alla parrocchia di San Biagio di Rozzano, paese di origine della famiglia e luogo in cui abitano i nonni della 12enne. A Rozzano, peraltro, la ragazzina frequentava la seconda classe della scuola media. Qui i carabinieri si erano presentati, dopo la tragedia, per raccogliere informazioni in grado di fare luce su una morte che è ancora senza spiegazioni. Con questo stesso obiettivo, la procura di Pavia ha aperto un'inchiesta. di Maria Fiore wVELLEZZO BELLINI Nonostante la minaccia di una pistola si è rifiutato di consegnare i soldi. Il titolare del Punto Snai di via Roma a Vellezzo Bellini, Angelo S., per difendersi, si è rifugiato all'interno del bagno e dalla stanza ha chiamato i carabinieri. I banditi, che hanno fatto irruzione nel locale con il volto coperto da un casco integrale e armati, sono stati costretti ad andarsene. Dalla cassa non hanno fatto in tempo a prelevare nulla. Il tentativo di rapina è avvenuto intorno alle 23 dell'altro ieri, poco prima dell'orario di chiusura. A quell'ora nel Punto Snai, che si trova in centro a Vellezzo, a quanto pare non c'erano clienti. Dalla porta, a un certo punto, sono entrati due uomini, con il volto coperto: molto probabilmente hanno atteso proprio il momento opportuno per entrare. Il titolare ha capito subito le loro intenzioni. Così quando hanno mostrato la pistola e, sotto la minaccia dell'arma, gli hanno chiesto di consegnare loro l'incasso, l'uomo prima si è rifiutato, spiegando che in cassa non c'era denaro. Poi, di fronte al rischio di una loro reazione, si è rifugiato nel locale dei bagni e si è chiuso all'interno. Da qui ha chiamato i carabinieri. I rapinatori hanno capito che non ci sarebbe stato modo di costringerlo a uscire prima dell'arrivo dei carabinieri, così hanno deciso di uscire dal locale e di allontanarsi prima di essere sorpresi dai militari. Probabilmente si sono allontanati a bordo di un'auto, che però nessuno ha visto. Il Punto Snai non si trova in una zona isolata, è circondato da case abitate. Ma a quanto pare nessuno dei vicini si è accorto di quello che stava accadendo all'interno del locale. Che dista dalla ex statale 35 poche centinaia di metri. Non si esclude che i rapinatori abbiano utilizzato proprio questa via di fuga, magari allontanandosi in direzione di Milano. Sulla vicenda ora indagano i carabinieri, che hanno fatto un sopralluogo alla ricerca di tracce utili alle indagini e hanno raccolto la testimonianza della vittima. Il titolare del Punto Snai ha potuto, però, fornire solo una parziale descrizione dei banditi, che avevano il volto coperto. Davanti al locale c'è però una telecamera, che potrebbe avere ripreso i movimenti dei rapinatori prima dell'ingresso nel locale di scommesse sportive e poi all'uscita. Ieri non è stato possibile mettersi in contatto con la vittima perché era giorno di chiusura del locale. @mariafiore3 ©RIPRODUZIONE RISERVATA