Civati: solo continuità e molta ipocrisia

Pippo Civati ieri si è astenuto anche nel voto per Epifani e ormai rappresenta stabilmente l'ala più radicale nel contestare la dirigenza del partito, l'unico deputato ad essere uscito dall'aula per non votare neanche la fiducia al governo Letta. Civati, hanno ragione quelli che stanno fuori di OccupyPD: quella su Epifani è stata unadecisione presa "a tavolino"? «Il problema non è il nome di Epifani ma questa tendenza alla continuità. Questi ragazzi potrebbero consentirci di spazzare un clima pesante che c'è tra di noi e aiutarci a spalancare porte e finestre. Invece li trattano con sufficienza e fanno gli spiritosi». Poche critiche, davvero tutti d'accordo su Epifani? «Mah, oggi sembriamo tutti amici mentre fino a ieri litigavamo proprio su Epifani, mi pare che ci sia tanta ipocrisia. Così non si risolve. E invece serve chiarezza su nomi, cognomi e idee. Così si dovrebbe affrontare il prossimo congresso». Ma chi vorrebbe innovare come Renzi continua a mantenersi a distanza dal partito… «Direi che Renzi ha assunto da un po' di tempo un profilo più di palazzo. Se non mi sbaglio credo ci sia un renziano nella nuova segreteria, la rottamazione forse è archiviata... ». Il rapporto con il governo si può iniziare dallo ius soli? «Sì si può iniziare, ma a Renzi che dice che si può prendere in mano il governo rispondo che abbiamo già il presidente del Consiglio».