Vincenzo sereno: «Ma la strada è ancora lunga»
dall'inviato wSALTARA (Pesaro/Urbino) Alla rabbia di Wiggins, Nibali risponde con i sorrisi e la tranquillità. Si fa presto, direte voi, quando tutto va bene. Mica vero, replichiamo noi. Perché Wiggo è poco conciliante anche quando vince, mentre Vincenzo è sempre posato. «È la tranquillità che mi danno la famiglia e la squadra», dice lui. Ma per migliorare così tanto a cronometro servono anche mesi d'impegno. «Ci ho lavorato tutto l'inverno – conferma il messinese –. Ma il primo e l'ultimo tratto di questa tappa mi favorivano, mentre invece ho sofferto in quello centrale. Eppoi Martinello e Schaefer dall'ammiraglia mi hanno pilotato lungo ogni singola curva». Con la maglia rosa addosso, la situazione cambia. «È arrivata presto, ma per me ha significati importanti – prosegue il nuovo leader – per tutti i sacrifici che ho fatto, perché l'ho indossata nel 2010 e l'ho persa per una caduta». Già, ma è intenzionato a difenderla a tutti i costi? «Cercheremo soprattutto di mantenere quella tranquillità. La difenderemo, certo, ma è altrettanto sicuro che mi attaccheranno». E lei, giocherà sulla difensiva o attaccherà? «Se ci sarà l'occasione attaccherò, ma mi guarderò soprattutto dai miei avversari. Io non sottovaluto nessuno: Scarponi, Evans e Gesink, che hanno fatto un'ottima cronometro, ma nemmeno Hesjedal e Wiggins». Sente di avere il Giro in pugno? «No, la strada è ancora lunga».(m.d.g.)