Follia all'alba a Milano Uomo ucciso a picconate

MILANO Un uomo che non doveva essere lì, ma a casa sua, a dormire, e un altro che non doveva essere in Italia, ma nel suo Paese, il Ghana, ma che qui era rimasto per quelle contraddizioni legislative che regolano la vita dei migranti. È tra le righe di una amara serie di paradossi che va letta la tragedia avvenuta ieri all'alba a Milano, quando un immigrato con precedenti, in preda a un raptus omicida, ha cominciato ad aggredire a picconate i passanti (non molti per fortuna) che a quell'ora ha trovato per strada, uccidendone uno, riducendone due in condizioni gravissime e ferendone altri due prima di essere bloccato dai carabinieri. Un sesto uomo è riuscito a sfuggire alla sua ferocia. L'aggressore, Mada «Adam» Kabobo, 21 anni, in Italia da almeno due, con un passato da richiedente asilo e un presente da balordo, ha agito con determinazione e ferocia, inseguendo chi cercava di sfuggirgli e infierendo sui feriti a terra con altri colpi, altre terribili picconate. Lesioni gravissime, quelle inferte dal centrafricano, che non hanno lasciato scampo ad Alessandro Carolè, disoccupato di 40 anni che viveva con l'anziana madre, barbaramente trucidato con quattro colpi alla testa e uno all'addome davanti a un bar gelateria dove era andato perché insonne. La vittima è stato il quinto aggredito dal ghanese, che aveva iniziato la sua folle sequenza alle 5 in via Terruggia, dove ha colpito Andrea Canfora, di 24 anni, dipendente di un supermercato che tornava dal turno di notte, provocandogli una frattura al braccio. Alle 5.15, nella vicina via Passerini, ha ferito alla testa Francesco Niro, operaio di 50 anni; le sue condizioni non sono gravi anche se rimane in ospedale. Alle 6 in via Monte Grivola ha incontrato Antonio Morisco, un imbianchino campano di 57 anni, l'unico a cui la sorte ha riservato, in questa storia, un pizzico di fortuna, perchè è riuscito a scappare barricandosi nell'androne di casa, da cui era appena uscito. Gli altri feriti sono il pensionato modenese Ermanno Masini, di 64 anni, colpito alla testa nei giardinetti di via Adriatico alle 6.20, mentre portava a spasso il cane, e il 21enne Daniele Carella, che stava lavorando con il padre, distributore di giornali, e che è stato aggredito alle 6.30 in via Monte Rotondo. Sottoposto a un intervento chirurgico, il ragazzo versa in condizioni ritenute disperate. Prima di allontanarsi, l'omicida ha portato via un cellulare (ma non i molti contanti di un altro ferito), e comunque, secondo gli investigatori, è improbabile che una tale violenza si possa inquadrare con un movente legato alla semplice rapina. Alla fine è stato bloccato dai carabinieri alle 6.35, in condizioni psicofisiche molto alterate. Non ha risposto alle domande solo accennando, in inglese, al fatto che aveva «fame» e di «non avere casa». Il segretario della Lega Lombarda Matteo Salvini parte all'attacco: «Le aperture del ministro Kyenge sono un cattivo segnale, un'istigazione a delinquere». Una presa di posizione che provoca la reazione indignata del Pd ( un'«accusa vergognosa»), e dello stesso premier Letta («parole fuori luogo»).