Si uccide a 12 anni nella mansarda di casa
«Un dramma per il paese, una notizia che ci ha lasciato davvero sgomenti. Anche perché non ci sono spiegazioni». Il sindaco di Vidigulfo, Pietro Sfondrini (a sinistra nella foto), non trova le parole per commentare la tragedia. «Conosco poco la famiglia – dice – ma so che abitano qui a Vidigulfo da 12 anni. Gente per bene. Cosa si può dire di fronte a un evento così? La comunità è addolorata e si interroga, perché tragedie come queste spingono tutti noi a interrogarci». E di «dolore da rispettare» parla anche il parroco del paese, don Paolo Pernechele (a destra nella foto), che ieri mattina ha portato le sue condoglianze ai genitori, provati da un lutto così tragico. «Una famiglia per bene, costretta ad affrontare una prova così atroce come la perdita di una figlia», dice il sacerdote. Molto probabilmente i funerali della ragazzina saranno celebrati a Rozzano, dove abitano ancora i nonni e dove lavora la madre della giovane. La 12enne, proprio per questo, era stata iscritta alla scuola media di Rozzano, dove frequentava la seconda classe. «Ci sono tante famiglie che vivono a Vidigulfo e lavorano nel milanese – dice don Paolo Pernechele –. E' anche l'effetto della crisi economica, che costringe a spostarsi». La famiglia della ragazzina, però, non aveva problemi ed era sconosciuta ai Servizi sociali. Nessun disagio, all'apparenza. La giovane studentessa, appassionata di scherma, non aveva mai dato segni di malessere. In casa, nella villetta in cui ha deciso di togliersi al vita, non sono stati lasciati biglietti. La giovane non aveva nemmeno un profilo su Facebook. Ma su internet, ieri, alcuni suoi compagni hanno lasciato messaggi di addio. di Maria Fiore wVIDIGULFO «Vado su a vedere i cartoni animati, avvisatemi quando c'è la cena». Ma la ragazzina, un'oretta più tardi, alla chiamata dei genitori non ha risposto. Il silenzio dalla mansarda ha preoccupato il papà, che è andato a controllare. La figlia, 12 anni, studentessa modello alle scuole medie di Rozzano, una passione per lo sport e tanti sogni nel cassetto, ancora da realizzare, non respirava più. E' stata trovata con una sciarpa attorno al collo, legata all'altra estremità a una trave della mansarda. Una tragedia a cui i carabinieri stanno ora cercando di dare una risposta. Si pensa a un gesto volontario, ma non sono stati trovati, almeno all'apparenza, motivi in grado di spiegare un'ipotesi così estrema e in contrasto con l'età della vittima. In casa non sono stati trovati biglietti. Né c'erano, nella vita della giovane, tracce di quel malessere che forse la tormentava da tempo. Un malessere a cui la ragazzina forse non riusciva neppure a dare un nome. Ma che potrebbe averla spinta, l'altra sera, ad appendere a una trave i suoi pensieri e le sue paure più profonde. Ma nessuna altra ipotesi, al momento, si può escludere. Nemmeno quella di un gioco finito male. Prima di andare in mansarda, la ragazzina è rimasta con la famiglia al piano di sotto. Insieme al padre ha lavorato a un plastico, un progetto della scuola, "La città del futuro", che doveva essere consegnato a breve. L'unica preoccupazione di una giornata spensierata:la giovane era appena tornata da una gita scolastica, all'abbazia di Chiaravalle. Dopo avere finito il progetto, la ragazzina ha detto ai genitori che sarebbe andata in mansarda, a vedere un po' di televisione. Nel frattempo la famiglia ha preparato la cena. Un'oretta, o poco meno, prima della scoperta del corpo. Nell'abitazione di Vidigulfo è arrivata l'ambulanza, ma per la ragazzina non c'era più niente da fare. Era già in arresto cardiaco. Poi la chiamata ai carabinieri, che hanno inviato a loro volta una segnalazione in procura. Le indagini, ancora in corso, puntano a ricostruire non solo le ultime ore di vita della giovane, ma cercano di entrare anche nella vita della studentessa, alla ricerca di possibili ombre. Ieri mattina i militari si sono presentati alla scuola media di Rozzano, dove la ragazzina frequentava la seconda classe e dove abitano ancora i nonni. «Una ragazza con un ottimo profilo, studiosa e brava – la ricorda la dirigente scolastica dell'Istituto, Danila Pinardi –. Nessun problema didattico, non c'è che dire. All'ultimo compito in classe aveva preso sette e mezzo. Certo, era abbastanza introversa, molto riservata. Anche se aveva un carattere ben definito, in grado di tenere testa ai compagni, non era la leader del gruppo. Se ne stava sempre un po' in disparte, ma non mi risulta nessun problema relazionale con i compagni. So che era stata in gita, ma i docenti e gli accompagnatori mi hanno spiegato che la giornata era andata benissimo. Due settimane fa era stata operata di appendicite, ma aveva recuperato il tempo perso, senza alcun problema. Per la scuola e per i suoi compagni è una vera tragedia».