Broni, per Ici e rifiuti un milione di arretrati
di Donatella Zorzetto wBRONI Un milione di euro in tasse che il Comune dovrebbe incassare dalle famiglie bronesi, ma che non ha mai ottenuto. L'amministrazione li chiama "mancati introiti", definizione che indica cifre cospicue non versate dai destinatari delle misure tributarie decise dalla giunta di Luigi Paroni. Una situazione delicata e difficile, quella dei crediti vantati nei confronti di famiglie e di operatori economici in difficoltà, tanto da essere discussa in consiglio comunale. I dati disaggregati tracciano un quadro nitido della situazione di insolvenza che vede al centro i bronesi. Difficoltà che negli ultimi tempi si sono moltiplicate a causa della crisi. Basta analizzare i dati per rendersene conto. Stando ai conteggi effettuati dagli uffici del Comune, nel periodo compreso dal 1995 al 2009 non sono stati incassati 181.803 euro in seguito ad accertamenti Ici; dal 1998 al 2002, invece, non sono arrivati nelle casse del Palazzo 114.703 euro dovuti per i pagamenti Tarsu. Ma il balzo più consistente lo si registra dal 2004 al 2010, con tutta probabilità generato dagli effetti della crisi: l'applicazione della Tia ha portato ad un mancato introito di 542.328 euro, mentre altri 157.000 euro di minori entrate sono imputabili a voci diverse. Questi crediti sono stati iscritti a ruolo, e quindi alla riscossione deve procedere l'Esatri. Ma il dubbio che i debitori siano nullatenenti fa pensare che il recupero delle somme non sia per nulla facile. «Bisogna vedere chi non ha pagato per capire se e quanto avrà seguito la procedura di recupero – sottolinea Emilio Bosini, consigliere comunale di Broni per il futuro –. Di certo, però, questa amministrazione mostra di non rendersi conto del fatto che siamo in periodi di forte crisi, e che l'inasprimento delle tasse locali genera simili situazioni. Chi prima era in difficoltà, oggi, con questi inasprimenti, si trova a fare i conti con un contesto divenuto insostenibile». «La legge impone le tasse e i Comuni si adeguano – conclude Bosini –, ma noi non siamo più un'isola felice. Tuttavia la nostra amministrazione non se ne rende conto, visto che sta spendendo soldi pubblici: vedi opere come il teatro, che alla popolazione interessano poco. Alla gente interessa avere, ad esempio, un'Imu bassa, come del resto anche le altre tasse. Broni invece ha applicato un'Imu tra le più care della provincia: lo 0.5 per mille sulla prima casa e lo 0,8 sulla seconda. Questa amministrazione per finanziare i debiti che ha fatto, per spende e spandere, è costretta ad alzare le aliquote». ©RIPRODUZIONE RISERVATA