Pugni di donna per far crescere la boxe
di Stefano Romano wPAVIA E' alta, bionda, con un fisico sottile che non stonerebbe su una passerella. Invece ha scelto il ring. Maria Zailat, ieri mattina, ha infilato i guantoni e fatto a pugni nella palestra dell'istituto Cossa dove la Boxe Pavia ha organizzato una esibizione per far conoscere la noble art agli studenti di tre scuole pavesi: il Cossa, appunto, il Bordoni e il Cardano. Ma cosa spinge una ragazza di 17 anni a tirare di boxe piuttosto che cimentarsi su una pedana di ginnastica? «La passione – risponde Maria – E' uno sport e lo sport si fa per passione, perché piace». D'accordo, ma la boxe è uno sport che può comportare, per dirne una, la frattura del naso: non è un problema? «Non sono una di quelle che si preoccupano per un'unghia rotta e il naso spero che resti com'è. Ma se succede non è un dramma». Va detto che il fratello di Maria, Ruben, tira di boxe ed ha già vinto match interregionali: ha pesato sulla scelta di Maria? «Certo – risponde –. Ho visto mio fratello combattere, ma la passione per la boxe è una cosa mia». Non giriamoci attorno: per una ragazza tirare di boxe non è poi così usuale: le amiche che dicono? «Qualcuna l'ho già convinta a venire in palestra a tirare insieme a me. Hanno scoperto che sul ring si impara la disciplina che aiuta anche nella vita». Ma la violenza? «La boxe è sport, non è violenza: contano le regole e la tecnica, non la voglia di picchiare». Una frase che riassume il senso dell'iniziativa della Boxe Pavia al Cossa : oltre trenta fra ragazzi e ragazze hanno partecipato alla giornata di "pugilato educativo scolastico": «E' un progetto pilota in Lombardia – spiega il presidente del Comitato regionale Lombardo Luisa Colombi – sono venuta appositamente a Pavia per seguirlo. E' un esempio della collaborazione fra gli insegnanti e il maestro Giovanni Franchi della Boxe Pavia. Interessante anche la presenza di quattro ragazze, che hanno dimostrato come il pugilato rosa sia in netta crescita, tanto che quest'anno per la prima volta organizzeremo anche una edizione tutta al femminile delle cinture lombarde, la prima settimana di luglio a Madone di Bergamo». Soddisfatta anche l'insegnate di educazione fisica del Cossa Alma Di Maggio: «Soddisfatta sia per i risultati e per l'impegno». Chiude il maestro Franchi: «La nostra intenzione è mostrare che il pugilato non è fatto solo di pugni, ma soprattutto di rispetto dell'avversario e di una tecnica che è importante per vincere. E' una boxe amatoriale, dove non si affonda il colpo ma si deve mostrare di conoscere le regole». (Ha coll. Maurizio Scorbati)